Bucci vende, nuova proprietà 64 anni di profumi a Bergamo

Bucci vende, nuova proprietà
64 anni di profumi a Bergamo

Per oltre dieci anni è stato il negozio di profumi più grande d’Italia: 900 metri quadrati di boccettini alla moda ed eleganti pacchetti che hanno fatto la storia di una Bergamo all’insegna della bellezza.

Bucci cambia pelle e da marzo, dopo 64 anni di attività, passerà la mano al gruppo Pinalli, catena emiliana con una trentina di negozi in tutta Italia, insegna storica nel mondo della profumazione.

«I contatti con questo gruppo risalgono già a 4 anni fa, la definizione dell’accordo è recente e con il prossimo mese la proprietà cambierà - spiega Marco Bucci, figlio dei fondatori Luigi Bucci e Teresa Zana -. L’insegna resterà invariata, almeno per il momento: la nuova proprietà è consapevole del ruolo storico del marchio e del rapporto privilegiato che abbiamo con la città. Per agosto è però previsto un restyling e probabilmente il cambio del nome».

Pagina storica de L'Eco di Bergamo del 1966

Pagina storica de L'Eco di Bergamo del 1966

Che resterà nella memoria di intere generazioni al femminile: «Mio padre era originario di Sabbio di Dalmine: nel dopoguerra iniziò a lavorare in una cartolibreria e provò a inserire qualche prodotto di profumeria con grande interesse della clientela».

Da qui il salto imprenditoriale di Luigi e l’apertura con la moglie Teresa di una piccola profumeria in via Moroni: «Era il 1952 e nel ’54 subito il trasferimento in un locale più grande, sempre nella via. Nel 1966 il passaggio in piazza Matteotti, angolo via Borfuro». E tutti conosciamo quei banconi e scaffali, gli specchi e il profumo intenso: «Siamo stati i primi in Italia a portare già trent’anni fa Sisley: mia madre ci aveva visto molto bene con questo brand di eccellenza, per non parlare dell’essere concessionari da oltre 50 anni di marchi come Dior, Hermes e Chanel».

Una pubblicità storica di Bucci su L’Eco di Bergamo degli anni Sessanta

Una pubblicità storica di Bucci su L’Eco di Bergamo degli anni Sessanta

E Marco Bucci non può che ricordarsi bambino tra quei profumi: «Quel negozio è sempre stata la mia seconda casa, da piccolo ricordo che mi mettevano a imbustare i saponi: li facevamo realizzare a Genova, in un’azienda storica che li produceva con olio di visone, di tartaruga. Una nostra esclusiva». Quello che però Marco Bucci tiene a sottolineare è la piena continuità degli otto dipendenti: «È stata la condizione fondamentale per noi, i nostri lavoratori sono da sempre il patrimonio della nostra attività». Con una riflessione sul mondo della profumeria: «Le catene hanno un modo di fare servizio diverso, cambia il rapporto con il cliente, più spersonalizzato: come Bucci abbiamo avuto anche delle richieste da alcune realtà anche più grosse di Pinalli, ma la nostra scelta è andata su una struttura simile a noi – continua Marco Bucci -. Diciamo che ci siamo scelti: stessa visione commerciale, stessa volontà di valorizzazione il rapporto “emozionale” con il cliente. E poi attenzione alla consulenza offerta, all’assortimento proposto».

Ora Marco Bucci si occuperà delle attività immobiliare di famiglia, ma resterà la passione per i profumi: «Immancabile, è nel nostro dna» sorride e ricorda: «Mia mamma era una grande sperimentatrice, ma ricordo i suoi ultimi anni con Petit E Maman di Bulgari». Un modo per ritornar bambina dopo tante essenze, fiocchi e pacchetti lussuosi.


Fabiana Tinaglia Giornalista de L'Eco di Bergamo

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