Capsule Barbie  con Filippo Laterza

Capsule Barbie
con Filippo Laterza

Ha la sua base a Bergamo e una nuova avventura che si veste di rosa confetto. Filippo Laterza, stilista di origini baresi ma con studio creativo in città, ha creato «Original Icon Collection», la capsule collection Barbie per Original Marines.

Una bella vetrina per il giovane designer 23enne che si è già imposto sulla scena dell’Alta Moda, noto per le collaborazioni con i brand del bergamasco Stefano Cavalleri e Cesare Paciotti, Alisha V e la recente capsule con il video game Angry Birds.

La capsule collection è un tributo alla fashion doll più famosa al mondo che ha ispirato, fin da bambino, la carriera di Laterza: «È stata per me un’emozione quando Mattel mi ha chiesto di cimentarmi in una capsule collection per il 60° anniversario di Barbie - commenta -: Barbie è stato il mio primo approccio alla moda quando da piccolino giocavo a realizzare abiti per lei e ora ho finalmente la possibilità di sognare con Barbie, proprio come facevo da piccolo».

Nella capsule, il rosa iconico Barbie si abbina al color malva, identificativo della sua label, nonché colore che rappresenta la creatività. La capsule è composta da 16 capi ispirati agli anni Sessanta rivisitati in chiave contemporanea e ricchi di dettagli come la stampa con le riproduzioni fotografiche di Barbie, le stampe glitterate e le applicazioni di strass.

«Ho scelto tessuti vaporosi, morbidi, come la ciniglia, il jersey stretch, il tulle e lo chiffon. I capi che compongo la capsule spaziano dai leggings alle maglie, dalle gonne agli abiti». Completato gli outfit un bomber stile biker e un cappottino. «Mi sono immagino una bambina che sogna il mondo della moda, che ama essere unica, perchè oggi i bambini sognano già in grande» spiega lo stilista che sta lavorando a nuovi progetti sempre con base bergamasca: «La collaborazione con Barbie avrà delle bellissime evoluzioni. Intanto ho mille progetti che mi vedono sempre in giro per il mondo tra sfilate in Europa e Asia. la base resta però Bergamo, che amo alla follia».


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