La geometria di Lucio Vanotti E la nuova divisa moderna

La geometria di Lucio Vanotti
E la nuova divisa moderna

La divisa è la passione di Lucio Vanotti, il primo bergamasco in passerella durante la Settimana della Moda milanese: mercoledì 21 febbraio, il creativo originario di Berbenno ha mescolato suggestioni provenienti da mondi diversi, ma tutti legati dall’uso dell’uniforme.

Ci sono la tuta sportiva, il completo maschile anni ’80, la divisa da lavoro e persino i tailleur monocromi della regina Elisabetta. Un mix dalle linee sempre definite, con un’impronta di eleganza pulita e geometrica: «Amo da sempre le linee della divisa e ho indagato sulle sue forme con una visione allargata: dalla divisa sportiva a quella formale, traendo il colore e il confort dalla prima, i tessuti pregiati e l’aleganza dalla seconda - spiega Vanotti -. Credo che ciascuno di noi si debba trovare una sua divisa, portatrice di eleganza nel quotidiano, espressione della nostra storia e vita: di ciò che portiamo con noi stessi». Un lavoro che continua per Vanotti: «È il filo conduttore del mio percorso stilistico, continuerò a lavorarci e a indagare sulle sue forme».

Il tutto seguendo un preciso e matematico lavoro di addizioni, incastri, sovrapposizioni. Blocchi costruttivi che si accumulano lucidamente gli uni sugli altri: è così che Lucio Vanotti esplora e scardina la razionalità dell’abito e lo rende quotidiano ed essenziale.

Un vero e proprio «architetto della moda» che sa giocare con i tessuti, per lo più lavorati in laboratori lombardi (anche bergamaschi, ndr): ci sono materie naturali come panni, tweed, lane gessate, ci sono anche cotoni da camiceria, e tessuti tecnici di nylon catarifrangente o metallico. I volumi si dilatano, il disegno è netto: giacche quadrate, pantaloni tondi, camicie rettangolari, gonne ad angoli retti. Le coulisse consentono continue riconfigurazioni con la k-way che si estende e gonfia fino a diventare cappotto e mantello, mentre bomber e felpe mutano di scala. E poi c’è il colore che dà la spinta finale: dai grigi mélange, i bianchi, neri e azzurri, si passa a shot di fuxia, arancio, giallo e bluette che mettono in risalto ancora di più le geometrie costruttive dell’abito.

Lucio Vanotti ha debuttato a Milano con la stagione autunno/inverno 2016-17: in quell’occasione si trattava della presentazione della collezione uomo e del lancio di alcuni look donna. Con questa nuova sfilata, si sottolinea invece l’attenzione del bergamasco per la donna, nella sua femminilità più definita, determinata. Una donna, quella scesa in passerella a Milano, contemporanea e rigorosa, senza sbavature, dal gusto nordico e orientale. «Il mio mercato principale resta quello della Cina, Giappone e Corea - continua Vanotti -. L’Europa sta rispondendo bene agli stimoli». E proprio in Cina e Giappone il bergamasco ha avviato delle collaborazioni stilistiche , per disegnare delle collezioni di moda: «A breve la seconda stagione in Cina, per un mercato che amo molto e sempre ricco di stimoli».

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