Save My Bag, successo bergamasco Lezioni alla Bocconi e shop nel mondo

Save My Bag, successo bergamasco
Lezioni alla Bocconi e shop nel mondo

La prima borsa è uscita sul mercato italiano a fine 2013 e ora Save My Bag è in tutto il mondo, con una produzione di 1.500 pezzi al giorno, distribuiti in tutto il mondo. Con base a Comun Nuovo, l’azienda di Stefano Agazzi e della moglie Valentina Azzia, continua nella sua crescita, con tanto di ampliamento degli spazi e di estensione dei mercati distributivi.

«Cresciamo in maniera esponenziale, con una ricetta che non cambia - spiega Stefano Agazzi -: acquisiamo il materiale nella Bergamasca, produciamo in casa e ci occupiamo della rete di vendita, con aperture di proprietà e in franchising». Attualmente sono otto i negozi in Italia, tre in Spagna e uno in Francia, «nei paesi extraeuropei siamo distribuiti nelle reti multibrand, oltre un migliaio, con poi anche 2 monomarca in Giappone, uno a Singapore, a Sidney, a Istanbul, in Messico e uno appena aperto a Kuala Lumpur» elenca Valentina Azzia. Uno sviluppo che sta facendo scuola, tanto da essere caso di studio anche alla Bocconi di Milano, al master in Fashion, Experience & Design Management. Con una valorizzazione del made in Bergamo: «Acquistiamo la lycra a Carvico, la accoppiamo realizzando cosi un tessuto chiamato polylycra in un laboratorio della Bergamasca e poi la lavoriamo nella nostra azienda a Comun Nuovo: dal taglio del tessuto sino al prodotto finito pronto per essere inviato alla distribuzione è tutto fatto internamente» spiega Azzia.

Valentina Azzia e Stefano Agazzi

Valentina Azzia e Stefano Agazzi

Con una novità proprio degli ultimi mesi: «Abbiamo acquisito un capannone a Zingonia, circa 1.500 metri quadrati in più, per organizzare qui il nostro centro logistico». In tutto 110 i dipendenti che lavorano per Save My Bag ma anche per l’altra società della coppia - la To Be Packing che si occupa di packaging -, da cui poi è partito il progetto delle borse di lycra: «Abbiamo alcune lavorazioni condivise e quindi non c’è distinzione tra attività. Sicuramente una cinquantina dei nostri dipendenti sono focalizzati solo su Save My Bag» continua Stefano Agazzi che dà anche i numeri del progetto: «Solo per Save My Bag abbiamo raggiunto nel 2016 i 10 milioni, per il prossimo anno siamo ottimisti e se le 18 aperture previste vanno come crediamo, cresceremo del 40%». Per Valentina Azzia il segreto è «essere riusciti a inserirsi in una nicchia ancora scoperta nella moda: c’era il bisogno di una borsa versatile, multifunzionale, che avesse un prezzo appetibile e che spingesse all’acquisto impulsivo. Una borsa da abbinare a quella tradizionale, ma più accessibile».

Save My Bag, un nuovo modello

Save My Bag, un nuovo modello

C’è anche l'obiettivo del 2017 da non dimenticare: nuovi 18 monomarca. «Il 90% delle nuove aperture saranno all’estero: si tratta di negozi di nostra proprietà ma anche di franchising» spiega Valentina Azzia. Importante sull’Italia il nuovo shop a Venezia, ma anche a Milano, nella centralissima via Manzoni, di proprietà dell’azienda di Comun Nuovo, così come sono previste nuove vetrine a Kiev e a Praga, ma anche in Messico, a Tokyo e a Singapore. In fase di trattativa un accordo per nuove aperture in Medio Oriente: «Qui puntiamo per il 2018».

E poi c’è il made in Italy: «Un valore aggiunto, molto richiesto all’estero». Da qui l’espansione internazionale: «Se negli Usa siamo nei multibrand e department store, tra cui Bloomingdales’s e Saks Fifth Avenue, ora vogliamo spingere sul mercato asiatico - continua -, mentre in ambito creativo continuiamo a sviluppare il prodotto, utilizzando il mondo social che nella moda ha un forte richiamo».

Save My Bag, al lavoro a Comun Nuovo

Save My Bag, al lavoro a Comun Nuovo

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