Traiano, l’abito va in lavatrice - Video Nuovo brand che parte da Carvico
Filippo Colnaghi

Traiano, l’abito va in lavatrice - Video
Nuovo brand che parte da Carvico

Ha 26 anni ma fin da piccolo è cresciuto in mezzo ai tessuti, osservando da bambino come il padre Giuseppe si muoveva in azienda, cresciuta anno dopo anno, imparando da ragazzo il lavoro sui telai, per maturare un sogno che dal tessuto lo ha portato al prodotto finito.

Il bergamasco Filippo Colnaghi sarà da martedì al Pitti Uomo con Traiano, brand di moda maschile che lo scorso anno è stato selezionato da Who’s On Next, fucina di nuovi talenti della moda all’interno della fiera fiorentina.

«Il marchio è nato nel 2014, ma è dal 2016 che abbiamo iniziato a vedere i primi frutti di un progetto che ho da sempre in testa» spiega il giovane imprenditore. Da sempre nel senso vero del termine: «Ricordo mio padre in Carvico: mi portava tra i reparti, coi fili di nylon che scendevano dai telai: sembrava pioggia sottile». E se da ragazzo l’estate la faceva in fabbrica nel settore produzione, gli anni dell’Università li ha vissuti a Washington, facoltà di Scienze Politiche, per poi tornare in Italia: «In Carvico mia madre, Laura Colnaghi Calissoni, sta portando avanti quanto mio padre, mancato 11 anni fa, ha avviato e costruito: io volevo però fare qualcosa di mio, che partisse dal tessuto». E dopo un anno nella filatura di Aquafil, in provincia di Trento, semplice operaio sui macchinari, nasce l’idea di Traiano: «Utilizzare tessuti sportivi per una linea di moda elegante: capi comodi e pratici, da non stirare, che non si sciupano, che vanno lavati in lavatrice e hanno una linea contemporanea».

Da qui le prime prove sui tessuti in, Jersey Lomellina società del Gruppo Carvico, e il lancio di Traiano con Filippo amministratore delegato e la madre Laura Colnaghi in società: «Ad avviare il progetto anche Andrea Busnelli, di Gorlago: mi aveva contattato via mail, mostrandomi i suoi lavori da designer al Politecnico. Con lui ho iniziato ad avviare l’ufficio stile che ora è in mano a Gigi Vezzola, stilista con esperienze in Pirelli, Samsonite e Replay. Infine si è unito il mio amico e compagno di liceo, Francesco Fumagalli, ora mio principale interlocutore strategico e finanziario».

Una squadra ora di cinque persone con un’età media che non supera i 30 anni, e una rete commerciale già avviata sull’Italia, in nord Europa e negli Stati Uniti. «La prima collezione è stata lanciata nel 2015 e il primo Pitti lo abbiamo fatto la scorsa estate con Who’s On Next che ci ha portati in finale» continua Filippo Colnaghi. Capi dove i filati di nylon e lycra si combinano alla lana e al cotone tecnico, stretch: «La lavorazione della materia prima è in Eurojersey e in Jersey Lomellina, mentre la produzione è per conto terzi in tre realtà produttive bergamasche: La Rocca di Martinengo per la linea dei capispalla con lavorazioni tecniche termosaldate, l’Agatex di Calcinate per la camiceria in jersey e il Laboratorio del Carmine di Zogno per la camiceria in cotone» spiega Colnaghi. I pantaloni e i blazer sono invece prodotti in Veneto mentre in EuroJersey, Traiano ha avviato uno studio di stampe e fantasie in digitale che trasferiscono il disegno delle trame sui tessuti e danno vita a capi molto giovani e dinamici: «Il jersey acquisisce effetti visivi incredibili, con uno stile contemporaneo e una resa di vestibilità e comodità superiore ai capi di una collezione in misto lana o misto cotone» continua ancora il giovane ad. Da un blazer doppio petto a un pantalone stretch: «Il principe di Galles, lo spinato e il fresco lana sono le stampe iconiche della collezione uomo di questo autunno/inverno» continua Filippo Colnaghi. Collezione che ha iniziato ad attirare l’attenzione dei clienti, con l’interesse negli Stati Uniti del colosso Saks Fifth Avenue: «Abbiamo avviato una collaborazione addirittura in co-branding, proprio grazie alla visibilità di Pitti: abbiamo così presentato la prima collezione per questo inverno e la collaborazione proseguirà anche per la prossima stagione».

Intanto Traiano è anche in Giappone e ha preso piede in Germania: «La nuova collezione che porteremo a gennaio a Firenze è composta da una cinquantina di capi, all’insegna della qualità e di uno stile elegante ma non troppo, dove la praticità è sinonimo di casual, ma lo stile si conferma nel suo valore determinante». Un lavoro che ora inizia a raccogliere i suoi primi frutti: «Siamo partiti con questo 2016 con un fatturato più di 200 mila euro, per il 2017 prevediamo di triplicare, soprattutto rafforzandoci di mercati internazionali. In particolare gli Stati Uniti sono un valore aggiunto e questo mercato è il nostro obiettivo». Continuando con la ricerca e sviluppo di nuovi tessuti: «Il jersey che utilizziamo è brevettato Made in Italy: la lavorazione rende i capi sorprendentemente leggeri, traspiranti, elastici, vantando inoltre processi di produzione ecosostenibili» continua Colnaghi, che aggiunge: «E nonostante la giovane età del brand, in Traiano c’è tutta la storia della mia famiglia». A partire dal nome, che incuriosisce tanti: «Mio padre chiamò Carvico la sua azienda, per celebrare la terra bergamasca dove la fondò: s’ispirò a un grande imprenditore orobico, Vincenzo Polli. Quest’ultimo chiamò la sua azienda Tessitura della Val Brembana, ovvero col nome del luogo dove aveva costruito l’azienda. Mia madre fece lo stesso con le aziende internazionali da lei avviate, che hanno il nome delle località dove sono state aperte. Io ho aperto il primo piccolo ufficio a Milano, in via Traiano: non potevo non continuare questa tradizione».


Fabiana Tinaglia Giornalista de L'Eco di Bergamo

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