La passione fin da piccolo Da Piario egittologo al Cairo
Daniele Salvoldi, 36 anni, di Piario

La passione fin da piccolo
Da Piario egittologo al Cairo

«Mia mamma ricorda sempre divertita un disegno fatto quando ero un bambino di pochi anni, una “Morte di Cleopatra” con tanto di serpente e seno nudo. Non si capacita come potessi aver assorbito quel tipo di informazione. Il fatto è che fin da piccolo avevo la fissa per il mondo antico e gli egizi in particolare. Leggevo tantissimo, ero affascinato soprattutto dalle immagini e dalle illustrazioni. Da adolescente avevo creato un album di ritagli con gli antichi dèi egizi e dei geroglifici e avevo divorato “Civiltà sepolte” di Ceram, “Tutankhamon” di Howard Carter e “I faraoni” di Peter Clayton. Il primo viaggio in Egitto è stato con i miei prima di iniziare l’università: hanno insistito affinché fossero loro i primi a portarmi in Egitto, sempre incoraggiandomi a fare quello per cui avevo passione». Daniele Salvoldi, originario di Piario, racconta così la sua passione per la storia, l’archeologia e l’Egitto.

Una passione davvero innata. Una di quelle rare, che ti portano dritte sulla tua strada e che nel caso di Daniele lo ha portato a vivere e lavorare fuori dall’Italia, in Germania prima e in Egitto poi, dove oggi risiede con la moglie Monica, egiziana, conosciuta nel corso di una campagna di scavo dell’Università di Pisa in Egitto («diciamo sempre che ci siamo conosciuti in un’antica tomba egiziana, molto romantico»), e la figlia Maya, nata nel 2014.

Nonostante abbia solo 38 anni, Daniele ha già una carriera ricca di soddisfazioni. «Ho conseguito una laurea triennale in Scienze storiche e archeologiche dell’antichità con una tesi in Egittologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2004. Nel 2006, poi, la laurea magistrale in Lingue e Culture del Vicino e Medio Oriente, sempre con tesi in Egittologia, presso l’Università di Pisa. E nel 2011 un dottorato di ricerca in Egittologia, sempre a Pisa. Tra la laurea specialistica e il dottorato ho lavorato come archeologo fra Bergamo, Brescia e Verona. In quel periodo, nel 2007, ho anche condotto uno scavo a Piario per conto della Soprintendenza, sotto la direzione della dottoressa Maria Fortunati, quando abbiamo documentato le tombe medievali e moderne del vecchio cimitero attorno alla chiesa (XV-XVIII secolo)».

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