Bergamo senza confini / Valle Seriana
Domenica 15 Febbraio 2026
Ragazza alla pari in California: «Partire richiede coraggio»
LA STORIA. È volata da Parre a San Francisco dopo la laurea come Esperto linguistico d’impresa. Martina Visini: «Spirito di adattamento ma viaggiare ripaga sempre».
Non ha mai avuto paura di «buttarsi» e vivere nuove esperienze, così come viaggiare e scoprire luoghi e culture diverse. Così, conseguita la laurea triennale, Martina Visini, 24enne di Parre, ha deciso di vivere un’esperienza negli Stati Uniti. Oggi si trova in California, dove lavora come Au Pair. A breve il ritorno in Italia: in valigia i ricordi di un viaggio che l’ha arricchita e le ha permesso di allargare i suoi orizzonti.
«Dopo aver terminato le superiori (indirizzo turistico) – racconta la giovane –, ho frequentato l’Università Cattolica di Brescia, dove nel 2024 mi sono laureata in Esperto linguistico d’impresa. Durante il mio percorso di studi ho avuto l’opportunità di approfondire due lingue: l’inglese e il tedesco. Ho deciso di partire proprio dopo aver terminato la triennale, e ho scelto l’America perché credo, come molte ragazze della mia età, che sia una meta che affascina. Ho sempre avuto la sensazione che fosse un luogo capace di regalare emozioni forti. Non so spiegare esattamente il perché, ma ammiravo e sognavo di vivere anche io in posti che fino ad allora avevo visto solo nelle foto sui social o nei classici film adolescenziali americani».
Destinazione California
Ospite di una famiglia nelle vicinanze di San Francisco, si prende cura di un bambino affetto da sindrome di autismo. «Ho sempre avuto a che fare con i più piccoli – prosegue –, sia come babysitter sia aiutandoli con le ripetizioni, ma questa è la prima volta che mi occupo di uno splendido bambino affetto da sindrome di autismo. Questa esperienza mi ha fatta crescere enormemente, soprattutto dal punto di vista umano. Ha fatto emergere un lato di me che non conoscevo, e per questo sono profondamente grata. Spesso non ci rendiamo conto di quanto diamo per scontate le nostre azioni quotidiane, anche solo il poter comunicare. Esistono bambini e persone che non hanno questa possibilità e, nonostante ciò, riescono a trasmettere amore e affetto in modi che sono difficili da spiegare a parole. Mi sento fortunata ad aver incrociato il mio cammino con quello di questo bambino americano: mi rimarrà nel cuore per sempre e spero, nel mio piccolo, di potergli dare e insegnare il più possibile».
Nostalgia della Val Seriana
«Dopo quasi un anno, sento la mancanza della mia terra, dei miei affetti e di tutte le persone a cui voglio un bene immenso»
«A maggio però farò ritorno in Valle Seriana, a casa – spiega Martina Visini –. Nonostante ami vivere qui, ho deciso di tornare in Italia anche per proseguire i miei studi. Dopo quasi un anno, sento la mancanza della mia terra, dei miei affetti e di tutte le persone a cui voglio un bene immenso. Per quanto questa famiglia americana mi stia dando tanto affetto, sento il bisogno di tornare ad abbracciare forte le persone che amo, di rivedere i miei amici e, ovviamente, di riassaporare le pietanze buone e genuine, quelle che sanno davvero di casa. Il cibo italiano, inutile dirlo, mi manca tantissimo. Farò sicuramente tesoro di questo anno indimenticabile, che porterò per sempre con me. Per ora mi godo il tempo che mi rimane, cercando di visitare ancora nuovi posti e di collezionare quante più esperienze possibili». «Consiglio davvero a tutti, miei coetanei ma non solo, di vivere un’esperienza come questa almeno una volta nella vita. Non è sempre facile: richiede coraggio, adattamento e un pizzico di incoscienza, ma ripaga con ricordi, emozioni e insegnamenti che restano impressi nell’anima. Riguardo il mio futuro non ho ancora un’idea del tutto chiara: al momento mi sto formando nell’ambito del management, con particolare attenzione all’innovazione e alla sostenibilità. Mi piacerebbe trovare un lavoro che includa questi aspetti e magari anche viaggiare, ma vedremo cosa mi riserverà il futuro» spiega la 24enne.
«Consiglio davvero a tutti, miei coetanei ma non solo, di vivere un’esperienza come questa almeno una volta nella vita. Non è sempre facile: richiede coraggio, adattamento e un pizzico di incoscienza, ma ripaga con ricordi, emozioni e insegnamenti che restano impressi nell’anima»
«Partire richiede coraggio»
L’America, una nazione tanto diverso rispetto all’Italia. «Opportunità come questa aprono tantissime porte e, soprattutto, ti fanno crescere. Come mi aspettavo, questo paese – che oggi considero una seconda casa – mi ha regalato davvero tanto: nuove persone, luoghi meravigliosi e persino una seconda famiglia. In California la vita scorre in modo decisamente più lento e rilassato. Non c’è fretta, non si fanno “corse”. Le persone sono estremamente spontanee e, anche se sei una perfetta sconosciuta, ti senti subito accolta. Gentilezza, sorrisi e disponibilità fanno parte della quotidianità: non c’è mai stato un momento in cui mi sia sentita fuori posto».
«Trump? Pochi lo apprezzano»
Il presidente Trump? «Qui in California sembrano essere in pochi ad apprezzarlo. Sono frequenti infatti le manifestazioni contro lui e la sua politica, spesso anche accese» ricorda Martina Visini. «Qui le persone sono libere, forse a volte anche fin troppo, di esprimere se stesse. Nessuno giudica il prossimo. Un esempio molto evidente riguarda il modo di vestirsi. Ammetto che all’inizio per me era strano vedere ragazze camminare per strada in pigiama o addirittura andare a scuola vestite così. Non esiste un vero e proprio “dress code”: c’è solo la libertà di indossare ciò che si vuole, quando si vuole, seguendo esclusivamente il proprio gusto. Da un lato apprezzo molto questa mentalità, perché non c’è la pressione della moda o dell’outfit perfetto, dall’altro, però, una cosa è certa: non riuscirei mai a uscire di casa in pigiama (ride, ndr). Il cibo è un altro elemento chiave – forse anche un po’ scontato – nelle differenze tra Italia e Stati Uniti. La qualità degli ingredienti in America, come è risaputo, non è delle migliori. Frutta e verdura sono ricche di conservanti, possono restare in frigorifero per settimane senza marcire».
«Il cibo è un altro elemento chiave – forse anche un po’ scontato – nelle differenze tra Italia e Stati Uniti. La qualità degli ingredienti in America, come è risaputo, non è delle migliori. Frutta e verdura sono ricche di conservanti, possono restare in frigorifero per settimane senza marcire»
Il rapporto con il cibo
«È l’indiscussa patria del fast food: hamburger, pollo fritto, donuts, hot dog. Tutto buonissimo, senza dubbio, ma vere e proprie bombe di zuccheri e grassi. Ho assaggiato snack e merendine che esistono anche in Italia e il sapore è completamente diverso: qui sanno quasi esclusivamente di zucchero. Le porzioni, poi, sono enormi, e quando vado fuori a mangiare, difficilmente riesco a finire tutto ciò che ho nel piatto. Lo spreco di cibo, infatti, è uno dei problemi più evidenti: si tende sempre a esagerare e a buttare via tutto senza farsi troppi scrupoli. Anche la raccolta differenziata è molto diversa rispetto all’Europa, dove siamo decisamente più attenti e precisi. Qui, invece, spesso non si fa distinzione tra i vari rifiuti e capita che plastica e umido finiscano nello stesso cestino. È un aspetto che, personalmente, mi infastidisce parecchio».
Bergamo senza confini
Essere più vicini ai bergamaschi che vivono all’estero e raccogliere le loro esperienze in giro per il mondo: è per questo che è nato il progetto «Bergamo senza confini» promosso da «L’Eco di Bergamo» in collaborazione con la Fondazione della comunità bergamasca onlus. Per chi lo desidera è possibile ricevere gratuitamente per un anno l’edizione digitale del giornale e raccontare la propria storia. Per aderire scrivete a: [email protected].
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