Stregato dal mare e dallo stile di vita di Malta, tra feste e salario più alto

CLAUDIO ASTOLFI . Nel 2018, quattro anni dopo la laurea, la decisione di partire lasciandosi alle spalle Premolo. «Non pensavo di fermarmi così tanto in questa isola».

La laurea appena ottenuta, in Lingue e culture moderne, e la partenza per Malta. Era il 2018, e Claudio Astolfi, 29enne originario di Premolo, vive ancora lì, a Gżira. Da cinque anni lavora nella divisione digital marketing per un’azienda che si occupa di giochi on line e si è innamorato del mare che circonda l’isola.

«A diciannove anni – racconta il giovane –, da Premolo mi sono trasferito a Pavia per frequentare l’Università. Dopo cinque anni di geometra all’istituto “Fantoni” di Clusone e dopo aver ottenuto il diploma, decisi di dedicarmi a qualcosa a cui ero veramente interessato, ossia le lingue straniere. Da sempre ho avuto una passione incredibile per le lingue straniere, e scelsi di studiare inglese, portoghese e russo. Escluso l’inglese, non mi ero mai interfacciato né al portoghese né al russo ma, nonostante ciò, erano lingue che volevo conoscere e studiare».

Gli anni dell’università

Gli anni universitari per Claudio Astolfi sono stati senz’ombra di dubbio il periodo più felice della sua vita. «Ebbi, inoltre, l’opportunità di ricevere una borsa di studio e di effettuare un periodo di studio all’estero grazie al programma europeo Erasmus. Pertanto, tra il 2016 e il 2017, studiai alla Tallinna Ülikool, nella capitale estone, per circa nove mesi». Una volta tornato a Pavia, completò il suo percorso universitario nell’aprile 2018 «e forse, per la prima volta, ero davvero fiero e soddisfatto di me stesso. Ho ancora delle memorie indelebili di quel giorno: vedere i miei famigliari e tutti gli amici felici per me, è qualcosa che ancora oggi mi mette i brividi in tutto il corpo».

Il 22 aprile 2018, quattro giorni dopo la laurea, decise di lasciare l’Italia e partire alla volta di Malta. «La mia scelta fu dettata soprattutto dall’amore e dall’altissimo livello di disoccupazione fra i giovanissimi in Italia. A ogni modo trasferirmi in un’isola in mezzo al Mediterraneo non mi dispiacque affatto. A oggi, vivo ancora a Malta».

L’idea iniziale però era quella di restare per un breve periodo. «Diciamo che ho sempre visto Malta come un trampolino di lancio per la mia carriera lavorativa – prosegue il premolese –: non mi sarei mai aspettato di rimanerci per tutti questi anni all’inizio dell’avventura. Non avevo nemmeno molte aspettative, a dir la verità. Sicuramente volevo godermi qualche settimana di totale relax dopo l’Università e pian piano immettermi nel mondo del lavoro. Oggi posso dire serenamente che le mie aspettative sono state più che ripagate. Vivo qui da sei anni e da cinque lavoro per la stessa compagnia. A mio avviso non ci sono troppe differenze con l’Italia, soprattutto quella meridionale. Ciò nonostante, alcune differenze ci sono e si fanno sentire, a partire dal fatto che si guida a sinistra ma soprattutto a Malta non esiste una vera e propria panetteria. Il pane lo si può comprare solamente al supermercato. Altra differenza sostanziale sono i salari e le opportunità di crescita a livello lavorativo: migliori rispetto al sistema italiano. Ma anche la presenza di una legge sul salario minimo, presente in molti Stati europei ma inesistente in Italia».

Tra le cose che Claudio apprezza di più c’è certamente la bellezza di vivere in un’isola in mezzo al Mediterraneo e avere l’opportunità di godere di un mare mozzafiato e di sole per trecento giorni l’anno. «Nel tempo libero mi dedico parecchio al nuoto, stando qui ho scoperto una passione per il mare. Durante la stagione balneare (maggio-ottobre/novembre), e tendenzialmente dopo la giornata lavorativa, cerco sempre di ritagliarmi un po’ di tempo per nuotare almeno un chilometro in mare. Di per sé l’acqua è un elemento fluido e armonico, combinato con una ricca presenza di vita marina, ottieni il mix perfetto per una mezz’ora di pura calma e relax».

Passione per sport e amici

Oltre a nuotare, a Claudio piace praticare qualsiasi sport con una racchetta, pertanto è sempre disponibile a divertirsi con gli amici sui campi da tennis o di padel. «Altrimenti esco parecchio con gli amici per una cena, una serata al cinema o per una semplice birra. Vivo a Gżira, cittadina opposta alla capitale, La Valletta, a pochi minuti dal mio ufficio, cosicché alla mattina posso farmi una camminata sul lungomare prima di affrontare la giornata lavorativa. Anche Gżira, come del resto tutta Malta, è abbastanza caotica. Se si viaggia qui, durante l’estate, una delle cose che si nota subito è la quantità incredibile di feste paesane e fuochi d’artificio sparati anche durante il giorno: in piena mattinata o nel pomeriggio. Alcuni degli spettacoli pirotecnici al quale ho assistito sono stati spaziali, tra i più belli mai visti. Sono principalmente feste di stampo religioso, dal momento che su tutto il territorio di Malta ci sono più di 350 chiese».

«Mi mancano i casoncelli»

Nessuna idea, per il momento di ritornare in Italia. «Ad ora, tra i miei piani, non c’è l’idea di ritornare in Italia. Invece, vorrei trasferirmi a Berlino, in Germania. Vedremo se accadrà. Nonostante non abbia in programma di tornare a vivere in Italia nel prossimo futuro, sono molto legato al mio paese d’origine, alle mie montagne e ai miei famigliari. Cerco sempre di ritagliarmi del tempo per andarli a trovare. La cosa che mi manca di più in assoluto di casa è la stratosferica bellezza di tutti i paesaggi italiani. Inoltre, sebbene a Malta si mangi bene e la cucina è prettamente mediterranea con tantissimi ristoranti italiani sparsi sull’isola, la cucina bergamasca e i nostri piatti tipici mi mancano sempre moltissimo. Soprattutto i casoncelli fatti in casa dalla nonna Cesarina».

«Non ho sofferto l’isolamento durante il Covid. Con tutta onestà devo dire che la situazione Covid a Malta non è stata così disastrosa come nel resto del mondo, nonostante ovviamente abbia raggiunto anche noi. Quando si iniziò a parlare di pandemia, Malta decise di chiudere i confini col resto del mondo. A mio avviso, fu una decisione più che giusta dal momento che Malta è il settimo Stato con la più alta densità di popolazione al mondo. I maltesi infatti non hanno mai vissuto un vero lockdown, come è stato ad esempio per l’Italia. Tuttavia, il mio pensiero fu sempre rivolto al mio paese d’origine, soprattutto a mia madre: infermiera all’ospedale “Antonio Locatelli” di Piario e dunque in prima linea ad assistere tutti i pazienti contagiati».

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