A marzo e aprile reati scesi del 72%
Un quinto dei furti rispetto al 2019

Effetto «lockdown»: un quinto dei furti rispetto ai due mesi del 2019. Record lesioni, giù del 97%. Solo lo spaccio «tiene»: -30%. L’allarme di Gabrielli: con la Fase 2 ripartirà la criminalità.

Il dato più significativo è rappresentato dai furti: tra marzo e aprile sono scesi di qualcosa come l’80% rispetto agli stessi due mesi dell’anno scorso. È l’effetto del lockdown sulla criminalità a Bergamo e provincia: tra le conseguenze dei due mesi di chiusura e confinamento in casa i reati sono diminuiti – mettendo a confronto i dati dal 1° marzo al 26 aprile compresi del 2019 e del 2020 – di qualcosa come il 72% in tutta la Bergamasca e del 74% solo nel capoluogo.

Un effetto che a partire da lunedì 4 maggio tornerà in controtendenza, come evidenziato ieri in una circolare inviata a questori e prefetti dal capo della polizia Franco Gabrielli: «Si assisterà a una ripresa della attività delittuose, così come al tentativo della criminalità organizzata di infiltrarsi nel tessuto economico, gravemente colpito dalla crisi di liquidità». Nella circolare Gabrielli sottolinea anche come, da lunedì, le forze di polizia dovranno conciliare le attività per il contrasto del contagio, cui si sono concentrate negli ultimi due mesi, e la lotta al crimine. Nel frattempo a Bergamo gli ultimi due mesi hanno fatto registrare dati in nettissimo calo. Il record spetta alle lesioni dolose: le denunce sono passate da 176 a soltanto 5, con una discesa pari al 97%. A «tenere» è soltanto lo spaccio, l’unico reato che non è sceso al di sotto del 50% di diminuzione. Le denunce per stupefacenti raccolte da polizia di Stato, carabinieri, Guardia di finanza, polizia penitenziaria, polizie locali e polizia provinciale negli ultimi due mesi sono state 61, mentre tra marzo e aprile 2019 erano state 87, con una diminuzione «solo» del 30%.

A livello di numeri assoluti, tra marzo e aprile di quest’anno i database delle forze dell’ordine hanno registrato 1.612 reati denunciati (in gergo tecnico si chiamano «delitti»). Erano stati 5.766 negli stessi due mesi del 2019. Solo a Bergamo città si è scesi da 1.196 reati a 312. La sola polizia ha registrato un calo da 473 a 188 reati, di cui 158 (scesi dai 403 dell’anno scorso) denunciati in questura e dunque in città e i restanti 30 (dai 70 del 2019) al commissariato di Treviglio. Con una diminuzione percentuale attorno al 60%.

Emblematico il «pacchetto» furti: l’anno scorso erano stati, tra marzo e aprile, 2.375. Quest’anno sono stati 459: praticamente cinque volte di meno. Nel dettaglio, i furti in casa – tra i reati più temuti nella Bergamasca, perché vanno a colpire l’intimità domestica delle persone – sono scesi del 78%, passando da 355 a 78 denunce. Complice la massiccia presenza dei bergamaschi nelle casa e comunque il timore dei ladri di intrufolarsi in abitazioni dove potrebbero anche esserci persone colpite dal coronavirus e potenzialmente infettive. Nei negozi – la maggior parte dei quali chiusi – i furti sono scesi del 76%: da 204 a 49.

In calo anche le rapine: -61%, perché scese da 36 a 14. Le truffe sono diminuite del 52%, passando da 453 a 217. Le violenze domestiche sono scese del 56%, passando da 103 a 45, mentre le violenze sessuali da 16 a 4, con un calo del 75%. L’assenza di circolazione stradale ha anche azzerato gli omicidi stradali: tra marzo e aprile 2019 erano stati 4 i casi. Come conseguenza calano anche i numeri di persone arrestate o denunciate a piede libero: quest’anno tra marzo e aprile gli arresti sono stati 61, a fronte dei 146 degli stessi due mesi 2019 (-58%). Le denunce sono scese da 808 a 479 (-40%). «Le denunce sono comunque numerose – spiega il questore Maurizio Auriemma – anche perché la nostra attività sul territorio non solo è rimasta costante, ma si è addirittura intensificata negli ultimi due mesi».

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