«Ad Almenno cuccioli senza pedigree»  Alla Sagra degli uccelli scatta la denuncia
Uno dei cani in vendita, fotografato dall’associazione animalista

«Ad Almenno cuccioli senza pedigree»

Alla Sagra degli uccelli scatta la denuncia

«Cuccioli di cani venduti come di razza o “simili”, ma senza pedigree». La denuncia arriva dall’associazione di protezione animali Jack Russell Terrier Italia Endas, che tutela in particolare l’ambiente e la razza del Jack Russell.

Domenica alcuni volontari hanno effettuato dei sopralluoghi alla Sagra degli uccelli di Almenno San Salvatore e rilevato delle presunte irregolarità in particolare in uno stand di cani. «Espositori paganti lo spazio all’organizzazione vendono cuccioli senza pedigree spacciandoli di razza – denuncia Marco Pessina, dirigente nazionale dell’associazione –. Un cucciolo è stato addirittura spacciato per Jack Russell Terrier variante marrone, che non esiste nemmeno. Ci chiediamo: dove sono le autorità preposte al controllo? E come è possibile che l’organizzazione della sagra non controlli gli espositori che pagano lo spazio?».

Pessina fa riferimento al decreto legislativo numero 529 del 1992, che di fatto vieta la vendita di «animali sprovvisti di certificato genealogico». «Cani e gatti senza pedigree non solo non possono essere definiti di razza – spiega il responsabile dell’associazione – e tantomeno “simil Jack Russell” perché non esistono, ma non possono nemmeno essere ceduti in cambio di denaro. Il limite consentito dalla legge è un rimborso spese per i controlli e le vaccinazioni, ma che non deve superare le 150 euro. Invece alla sagra di Almenno San Salvatore venivano venduti cuccioli a 500 o 600 euro, circa la metà dei prezzi per gli esemplari con albero genealogico certo e di razza. La legge in materia è molto chiara e non capiamo perché non venga fatta rispettare».

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