Addio a Primarosa Gamba
Maestra di piano e di vita

Bergamo. Classe 1928, ha cresciuto tantissimi allievi che ne ricordano la dolcezza e la presenza instancabile.

Se n’è andata in un respiro. Primarosa Gamba, classe 1928, sabato sera ha raggiunto il marito Nino, a cui era legatissima, morto lo scorso gennaio. La sua scomparsa assomiglia alla sua vita, silenziosa e instancabile, lontano da qualsiasi ribalta. «La maestra Gamba», come la chiamavano i suoi studenti, è stata una guida straordinaria per i tantissimi allievi, indimenticabile. Sia come insegnante di scuola media (a Curno e poi in città, alle Donadoni), sia di pianoforte. Dopo gli studi alle magistrali si era diplomata in pianoforte con Luigi Rossi. Nel 1970 per circa tre lustri ha insegnato pianoforte all’Accademia di Santa Cecilia, poi per un quinquennio in Seminario. La sua pazienza era proverbiale. Miriam Schiavi, docente di musica, ricorda come volesse che ogni suo studente si realizzasse anche come persona. «Aveva fermezza e dolcezza, come nel suo modo di insegnare. Era madre e maestra, ne troppo l’una né l’altra. La sua generosità era commovente: si prendeva cura e carico degli altri senza riserve. Lavorava col cuore oltre che con la testa».

Bianca Foschi, anche lei diplomata in pianoforte, docente all’Ospedale Papa Giovanni XXIII è sulla stessa linea: «Era una persona dal cuore d’oro, si spendeva con generosità. Mi ricordo le tantissime lezioni gratuite, le coliche che l’affliggevano in corrispondenza degli esami dei suoi alunni. Sapeva immedesimarsi come nessun altro nei suoi allievi. Era la mia confidente: una seconda mamma. Incoraggiava chiunque, anche i meno dotati. Sapeva tirar fuori da chiunque il massimo». Fabio Galessi, ingegnere e direttore artistico del Festival organistico internazionale, ricorda «un’insegnante che voleva un bene da morire ai propri allievi. Ero malato – racconta – e allora venne a casa mia a far lezione. Guardava molto la crescita complessiva dei ragazzi. Alla fine io devo tutto a lei. Anche quando studiavamo con altri insegnanti lei c’era, disponibilissima, dolcissima».

Anche Sabrina Locatelli, insegnante, ricorda: «Era la mia seconda mamma, sono cresciuta con lei. Ci sapeva far apprezzare le cose belle». Don Ugo Patti, direttore del Coro dell’Immacolata, si è diplomato con lei in pianoforte. Ricorda «una persona molto attenta e profonda, sia per la musica, sia nel vedere le situazioni personali dei suoi studenti. La sua generosità era incredibile: dopo un’estate densa di lezioni, non voleva compenso. A mio padre che comunque volle retribuirla restituì la metà della somma». I funerali si svolgeranno nella chiesa di Loreto, domani alle 15. n 
Bernardino Zappa

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