Cronaca
Venerdì 13 Febbraio 2026
Allemandi, presentati i palinsesti editoriali 2026
CULTURA. Alle Gallerie d’Italia a Milano l’incontro dal titolo «2026. Un anno da leggere. I palinsesti della Società Editrice Allemandi tra informazione, visione e storia dell’arte».
A Milano, giovedì 12 febbraio, alle Gallerie d’Italia, si è tenuto l’incontro «2026. Un anno da leggere. I palinsesti della Società Editrice Allemandi tra informazione, visione e storia dell’arte», nel corso del quale sono stati presentati i programmi editoriali della casa editrice, tracciando un primo bilancio a un anno dall’ingresso di Intesa Sanpaolo, Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo nella compagine societaria.
Una realtà editoriale in piena espansione, non più soltanto come editorie, ma come media company culturale: un sistema integrato di contenuti, linguaggi e piattaforme, capace di dialogare con pubblici diversi e di presidiare l’informazione artistica attraverso formati complementari. Un ecosistema che si articola tra carta, digitale e nuovi formati audiovisivi, mantenendo come asse portante il rigore dell’informazione e la qualità dei contenuti.
La Società Editrice Allemandi
Fondata nel 1983, la Società Editrice Allemandi ha costruito nel tempo un ruolo centrale nel panorama dell’editoria d’arte italiana, a partire dalla nascita de «Il Giornale dell’Arte», primo mensile interamente dedicato all’informazione artistica, concepito fin dall’origine come un quotidiano dell’arte per approccio, completezza e capacità di racconto del sistema. A oltre quarant’anni dalla fondazione, il nuovo corso avviato nel dicembre del 2024 segna una fase di espansione e ridefinizione del perimetro editoriale.
«I risultati sono uno stimolo»
«Sono bastati pochi mesi - spiega Michele Coppola, presidente della società - per dare forma concreta all’identità della nuova Allemandi, perseguendo l’idea di come l’avevamo immaginata nelle settimane precedenti l’acquisizione. L’editoria è un’industria che incentiva azioni speciali per connettere mondi diversi: istituzioni, imprese, comunità creative e tutti gli appassionati desiderosi di informazioni certe. La qualità dei nostri libri e la profondità del Giornale dell’Arte sono strumenti di conoscenza per raggiungere pubblici diversi e parlare a vecchi e nuovi protagonisti del Paese. I risultati già conseguiti sono lo stimolo più forte per insistere nelle innovazioni che caratterizzeranno quest’anno appena incominciato»
«Espansione di canali e prodotti»
Sul piano industriale, il percorso intrapreso ha portato a un rafforzamento strutturale dell’azienda: «In dodici mesi abbiamo potenziato la rete distributiva, ampliato le partnership e consolidato l’organizzazione», ha spiegato Luigi Cerutti, Ceo della Società Editrice Allemandi. «Il 2026 rappresenta per noi l’anno in cui questo lavoro si traduce in un progetto editoriale pienamente riconoscibile: più integrato, più aperto a nuovi linguaggi e capace di sostenere una crescita duratura. Un anno, questo 2026, che segna un’espansione sia dei canali editoriali che dei prodotti, un ulteriore rilancio, dopo un 2025 di crescita, delle nostre ambizioni».
Il Giornale dell’Arte
Per la casa editrice il cuore della progettualità resta Il Giornale dell’Arte, che nel 2025 ha avviato un importante rinnovamento: nuovo progetto grafico, ampliamento delle firme, introduzione di nuove sezioni tematiche – tra cui Arte & Diritto, Estetica, Archivi, Collezioni – rafforzamento degli ambiti dedicati a fotografia, design e mercato dell’arte, potenziamento dei focus tematici, implementazione degli speciali dedicati ai maggiori eventi nazionali e internazionali, dei Rapporti annuali e lancio del Rapporto Formazione.
I numeri
I dati confermano la crescita: 200 pagine mensili nell’edizione cartacea, una tiratura standard di 20.000 copie (con picchi fino a 30.000 in occasione dei principali appuntamenti internazionali), una presenza stabile nelle principali biennali e fiere di settore, oltre 1,5 milioni di visualizzazioni mensili sul sito, più di 55.000 pagine di archivio storico integralmente digitalizzate e una rete strutturata di newsletter tematiche.
«Abbiamo lavorato per trasformare il giornale in un ecosistema», sottolinea Luca Zuccala, Direttore de Il Giornale dell’Arte. «Carta, digitale e community non sono più canali separati, ma parti di un unico racconto, capace di restituire la complessità del sistema dell’arte contemporaneo. Fanno parte di questo processo anche l’apertura della sede di Milano e i prossimi presìdi a Venezia e Roma».
Accanto all’edizione cartacea, ilgiornaledellarte.com rappresenta oggi un punto di riferimento quotidiano sull’attualità culturale nazionale e internazionale. Dal 2025 la piattaforma ospita anche un’area riservata con articoli premium e l’intero archivio storico del giornale, composto da 460 numeri e oltre 200 inserti. A gennaio 2026 il sito è stato ulteriormente potenziato con l’integrazione di un nuovo e-commerce.
Vernissage e le nuove testate
Una delle principali novità editoriali del 2026 è la rinascita di Vernissage, progettato da Luca Zuccala, Jacopo Bedussi e Alessio Vannetti: lo storico inserto del Giornale dell’Arte diventa un magazine d’opinione pubblicato due volte l’anno, in concomitanza con alcuni momenti chiave internazionali, pur mantenendo una presenza mensile in una sezione dedicata del giornale. Il progetto si propone come osservatorio sulle imprese culturali attraverso sguardi autorevoli e non conformi per esplorare i territori interconnessi di arte, design, moda, lusso, tecnologia, letteratura e cultura visiva.
Dice Jacopo Bedussi, editor at large del magazine: «Con Vernissage abbiamo voluto creare uno spazio di pensiero libero e critico, capace di leggere le trasformazioni delle imprese culturali senza semplificazioni. Un progetto che mette in dialogo mondi diversi attraverso voci autorevoli, restituendo complessità e profondità al dibattito culturale contemporaneo».
Il Giornale delle Fondazioni
In questo percorso si inserisce anche il rilancio del Giornale delle Fondazioni, che torna dopo la ri-acquisizione della testata dalla Fondazione Venezia 2000 cui era stata ceduta nel 2013, con una rinnovata identità editoriale: uno spazio di analisi dedicato al ruolo delle fondazioni – in particolare quelle di origine bancaria – nel sistema culturale italiano, con attenzione ai temi della governance, della sostenibilità e dell’impatto sul territorio.
Nasce il Telegiornale dell’Arte
Tra le principali novità del 2026, la nascita del Telegiornale dell’Arte, primo notiziario interamente dedicato al mondo dell’arte in Italia. Il format, co-ideato e condotto da Nicolas Ballario, porta l’informazione artistica nel linguaggio audiovisivo mantenendo l’autorevolezza giornalistica del Giornale dell’Arte. Il Telegiornale dell’Arte avrà cadenza settimanale con distribuzione ogni sabato su tutte le piattaforme digitali de Il Giornale dell’arte e la sua struttura richiamerà i codici del notiziario: editoriale, notizie, rubriche tematiche e interviste, con un’attenzione particolare al rapporto tra arte e mercato.
Spiega Ballario: «Non è un esperimento, ma un prodotto editoriale vero e proprio che si candida, sin da oggi, a diventare il punto di riferimento dell’audiovisivo in Italia nel mondo della cultura e dell’arte. Un modo per raccontare mostre, artisti, mercato e sistema culturale attraverso un linguaggio visivo contemporaneo, capace di intercettare pubblici più ampi. Ospiti sempre nuovi si alterneranno in uno studio che ricorda quello di un TG, ma con un’anima culturale a cominciare dalle scenografie».
Progettazione e servizi bookshop
Sempre più centrale l’area libri che presenta i titoli in arrivo nel proprio catalogo editoriale tra monografie, studi critici e volumi dedicati all’arte, alla fotografia, al design e alla moda. Allemandi continua inoltre a sviluppare con forza la propria attività libraria e i servizi legati al mondo museale ed espositivo: la società è attiva nella progettazione editoriale e nella gestione di bookshop per grandi mostre e istituzioni culturali, confermando un know-how riconosciuto anche in ambito espositivo.
Dice Pietro Della Lucia, direttore Area Libri: «Continuiamo a pensare al libro come a uno strumento con cui una comunità decide cosa vuole ricordare di sé. Se il Giornale racconta cosa accade, il libro decide ciò che vale la pena ricordare, non è solo un prodotto commerciale. La qualità progettuale e scientifica resta la nostra priorità, tra nuove pubblicazioni e ristampe di titoli storici del nostro catalogo editoriale. Oltre a questo, guardiamo al 2026 come un anno nel quale rilanciare e espandere nuovi servizi per mostre e musei, con il nostro approccio che potremmo definire “acquamarina”: un ponte tra la sapiente artigianalità e l’innovazione».
Le novità del catalogo 2026
Tra le novità del catalogo 2026: Bernini e i Barberini, un libro-evento dedicato all’opera del più grande protagonista del Barocco e al contesto culturale che ne ha alimentato il mito con saggi firmati da studiosi di primo piano – Andrea Bacchi, Maurizia Cicconi, Tomaso Montanari, Karen Lloyd, Joseph Connors, Evonne Levy, tra gli altri. Nella sezione di fotografia, Giovanni Gastel. Rewind è il ritratto completo di un artista che ha saputo trasformare l’immagine in racconto fondendo moda, arte e cultura, e Ugo Mulas / Jasper Johns, a cura dell’archivio Mulas, restituisce uno dei dialoghi più intensi e consapevoli tra fotografia e arte del secondo Novecento. A proposito di arte e moda, Giorgio Armani. Milano per amore testimonia la mostra voluta e pensata dallo stilista alla Pinacoteca di Brera: l’ultimo e straordinariamente poetico saluto di Armani alla città che ha amato.
Dopo anni di assenza dagli scaffali, Allemandi, in collaborazione con Intesa Sanpaolo e il Salone del Mobile di Milano, riporta alla luce un vero e proprio cult dell’editoria di settore, Le fabbriche del design, un’operazione culturale fortemente voluta perché questo volume rappresenta ancora oggi la guida definitiva alle “ragioni” del Made in Italy, svelando l’alchimia irripetibile tra imprenditori illuminati e progettisti visionari che ha reso il design italiano un riferimento globale.
La collaborazione con le istituzioni
Nel corso dell’incontro, Ilaria Bonacossa, direttrice di Palazzo Ducale Genova, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un dialogo strutturato tra editoria e istituzioni culturali: «Oggi la relazione tra media e istituzioni non può limitarsi alla dimensione promozionale. È uno spazio di corresponsabilità culturale, in cui l’informazione contribuisce a costruire contesto, senso critico e partecipazione. Senza un sistema editoriale autorevole, capace di interpretare e restituire complessità, anche l’azione delle istituzioni rischia di perdere profondità e risonanza pubblica». Con Allemandi, è in uscita Van Dyck l’europeo: a cura di Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen, questo volume accompagna la più grande retrospettiva sull’artista del nostro secolo ospitata a Palazzo Ducale Genova ed è destinato a essere indicato come pietra miliare degli studi vandichiani.
Una media company culturale
Nel complesso, i palinsesti 2026 delineano il profilo di una realtà che sta ridefinendo il proprio ruolo: da editore tradizionale a media company culturale, capace di integrare carta, digitale, audio, video e progetti speciali in un unico ecosistema narrativo. Un posizionamento che conferma la Società Editrice Allemandi come uno degli attori centrali nel racconto del sistema dell’arte contemporaneo, in grado di coniugare memoria e innovazione, profondità critica e nuovi linguaggi, informazione e costruzione di comunità culturali.
© RIPRODUZIONE RISERVATA