Cancro al seno, avanti con la ricerca Individuata «spia» per il rischio recidiva

Cancro al seno, avanti con la ricerca
Individuata «spia» per il rischio recidiva

Un marcatore potrebbe identificare le pazienti da monitorare. Studio del Papa Giovanni con i fondi Airc. Su Amazon in vendita le azalee.

Dalla «spia» della trombosi un nuovo potenziale marcatore per prevedere la recidiva del cancro al seno: importante passo in avanti nella ricerca, in particolare nella lotta al tumore alla mammella. Anna Falanga, direttore del Dipartimento di Immunoematologia e medicina trasfusionale all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ha recentemente pubblicato sulla rivista internazionale Haematologica i risultati dello studio sostenuto da Fondazione Airc.

«La ricerca – spiega Falanga – si concentra su un marcatore che potrebbe identificare le pazienti più a rischio recidiva: è il frammento 1 + 2 della protrombina, cioè uno dei marcatori della coagulazione, una sorta di “spia” del rischio di trombosi». I risultati dello studio condotto nell’ambito del progetto Hypercan, suggeriscono «la possibilità – prosegue Falanga – di integrare questi marcatori con altri già noti nel cancro al seno. Questo potrà consentire di valutare il rischio di recidiva, e in generale della prognosi, nelle donne con tumore al seno limitato, per cui è indicata la chemioterapia adiuvante». I ricercatori propongono questa «spia» del rischio di trombosi «come potenziale biomarcatore che, valutato insieme agli altri attualmente in uso – conclude Falanga – potrebbe meglio identificare le pazienti più a rischio di recidiva in modo da indirizzarle ad approcci terapeutici più efficaci».

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Elisa Riva Cronista da sempre, esperta in comunicazione d’impresa

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