Cancro al seno, avanti con la ricerca
Individuata «spia» per il rischio recidiva

Un marcatore potrebbe identificare le pazienti da monitorare. Studio del Papa Giovanni con i fondi Airc. Su Amazon in vendita le azalee.

Dalla «spia» della trombosi un nuovo potenziale marcatore per prevedere la recidiva del cancro al seno: importante passo in avanti nella ricerca, in particolare nella lotta al tumore alla mammella. Anna Falanga, direttore del Dipartimento di Immunoematologia e medicina trasfusionale all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ha recentemente pubblicato sulla rivista internazionale Haematologica i risultati dello studio sostenuto da Fondazione Airc.

«La ricerca – spiega Falanga – si concentra su un marcatore che potrebbe identificare le pazienti più a rischio recidiva: è il frammento 1 + 2 della protrombina, cioè uno dei marcatori della coagulazione, una sorta di “spia” del rischio di trombosi». I risultati dello studio condotto nell’ambito del progetto Hypercan, suggeriscono «la possibilità – prosegue Falanga – di integrare questi marcatori con altri già noti nel cancro al seno. Questo potrà consentire di valutare il rischio di recidiva, e in generale della prognosi, nelle donne con tumore al seno limitato, per cui è indicata la chemioterapia adiuvante». I ricercatori propongono questa «spia» del rischio di trombosi «come potenziale biomarcatore che, valutato insieme agli altri attualmente in uso – conclude Falanga – potrebbe meglio identificare le pazienti più a rischio di recidiva in modo da indirizzarle ad approcci terapeutici più efficaci».

Lo studio è sostenuto dalle raccolte fondi della Fondazione Airc che torna con il tradizionale appuntamento dell’ Azalea della Ricerca, simbolo della lotta contro i tumori della donna, con una nuova modalità. Per la prima volta dal 1984, si potranno prenotare su Amazon.it, a fronte di una donazione di 15 euro. «Una scelta doverosa per tutelare la salute di volontari e sostenitori della Fondazione dai rischi dell’emergenza Covid-19 – fa sapere Airc – possibile solo grazie al coinvolgimento di Amazon che ha raccolto il testimone dalle mani dei 20 mila volontari Airc per portare l’Azalea della Ricerca direttamente a casa. Una scelta che ci permette di dare continuità alla ricerca oncologica: i numeri ci dicono infatti che circa una donna su tre sarà colpita da un cancro nel corso della vita». In 36 anni, attraverso la distribuzione delle piantine, sono stati raccolti più di 270 milioni di euro, fondi che hanno contribuito allo sviluppo di diagnosi sempre più precoci e terapie personalizzate, più efficaci e meglio tollerate per tutte le pazienti.

Per prenotare la pianta di azalea, dunque, basta collegarsi ad Amazon.it e digitare «Azalea della Ricerca Airc». Banco Bpm, partner istituzionale, sostiene «L’Azalea della Ricerca» promuovendola sui propri canali e contribuendo a farla arrivare nelle case dei sostenitori. È possibile anche effettuare una donazione con tutte le carte di credito su airc.it, con un bonifico (Banco Bpm Iban IT63R05034016330000000) o telefonando al numero verde 800.350.350 (dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 19.30). Oppure chiamando il 45521 da telefono fisso per donare 5 o 10 euro o inviando al 45521 uno o più sms del valore di 2 euro.

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