Carabiniere travolto e ucciso a Terno L’Arma parte civile? Lo Stato dice no
Il punto in cui venne investito l’appuntato dei carabinieri lo scorso giugno

Carabiniere travolto e ucciso a Terno
L’Arma parte civile? Lo Stato dice no

Emanuele Anzini morì a giugno 2019 durante un posto di blocco. L’avvocatura di Brescia ha rigettato la richiesta. «Siamo pochi ed è un omicidio colposo, altre le strade». Storoni: «No comment».

L’Arma dei carabinieri ha chiesto di potersi costituire parte civile al processo per la morte dell’appuntato Emanuele Anzini, travolto e ucciso a un posto di blocco a Terno d’Isola lo scorso agosto, ma dall’avvocatura di Stato è arrivato un secco diniego alla richiesta. Il caso – destinato a sollevare un polverone – vede da un lato l’Arma, che ha perso un proprio carabiniere di soli 42 anni mentre svolgeva il proprio dovere e che, per questo, aveva formalmente chiesto di poter ottenere un risarcimento tramite la formula della costituzione di parte civile: un atto tanto simbolico quanto concreto, voluto dal comando provinciale dei carabinieri.

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