Covid a Bergamo, Lorini: «Sulle riaperture serve un “tagliando” settimanale»

Il direttore dell’Area critica dell’ospedale Papa Giovanni: «Bene l’accelerazione sui vaccini, ma ora pesa l’incognita delle varianti». E sulle riaperture: «Le misure devono essere come un abito su misura in base all’evoluzione dei dati sui contagi».

Covid a Bergamo, Lorini: «Sulle riaperture serve un “tagliando” settimanale»
Il primo weekend in zona gialla a Bergamo
(Foto di Bedolis)

I dati dei decessi per Covid sono in calo e anche nelle Terapie intensive si va verso un progressivo svuotamento: all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo il 1° febbraio erano 20 i pazienti in Rianimazione, il 1° marzo 22, il 1° aprile 45 e il 10 aprile 47 (il picco tra febbraio e aprile), ma il 30 aprile erano 23 i pazienti critici, un dato praticamente dimezzato in venti giorni. «Il calo dei ricoverati è evidente e certificato dai numeri – sottolinea Luca Lorini, direttore del Dipartimento di Emergenza, Urgenza e Area critica del “Papa Giovanni” –. La regola e la proporzione del 10-10-10 sono rimaste costanti, da un anno e mezzo. L’avevamo già descritto il 15 marzo del 2020: su cento tamponi positivi, dieci arrivano in ospedale e uno in Rianimazione. I dati sono questi e non sono mai cambiati secondo questa proporzione».

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