Covid e salute mentale: «Scontiamo un periodo di stress prolungato»
Emi Bondi, direttrice dipartimento Salute mentale del Papa Giovanni

Covid e salute mentale: «Scontiamo un periodo di stress prolungato»

La direttrice del dipartimento Salute mentale. Nella seconda ondata è mancato la coesione sociale».

Nel cuore della seconda ondata, il virus a Bergamo frena. Lo confermano tabelle, curve, e statistiche: tutte analisi che ribadiscono quanto l’avanzata di Sars-CoV-2, qui, sia decisamente rallentata. Ma c’è un intero settore dove l’epidemia continua invece a galoppare, anche nella Bergamasca. Ed è il settore della fragilità psichiatrica. Già durante la prima ondata si era notato un netto aumento dei disturbi che riguardano la salute mentale.

«Ma adesso, in questa fase di recrudescenza, le cose vanno ancora peggio» fa sapere Emi Bondi, direttrice del dipartimento di Salute mentale dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo. «A differenza della primavera, oggi siamo sprovvisti di un fattore che aveva aiutato molto i cittadini: la coesione sociale. Quell’ingrediente che aveva consentito anche alle persone più fragili di aggrapparsi per farsi forza, per trovare energie, per avere una reazione anche agguerrita alla pandemia. Adesso, invece, paghiamo le conseguenze di un periodo di stress estremamente prolungato e dilatato: i sacrifici fatti in primavera non sono bastati, dopo la relativa tranquillità dell’estate siamo ripiombati nel buio senza sapere con certezza quando la situazione tornerà alla normalità. Si è così persa fiducia, a favore di un sentimento di frustrazione che pesa sulla salute mentale delle persone. In particolare di quelle più fragili».

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