Da oggi nelle scuole superiori
lezioni 100% a distanza

L’ordinanza regionale «supera» quella del Dpcm. In presenza solo gli alunni con bisogni educativi speciali.

Didattica a distanza al 100% da stamattina nella maggior parte degli istituti superiori della Bergamasca (una minima parte ha scelto di mantenere i laboratori in presenza, per poche ore a settimana, così come previsto dall’ordinanza del Pirellone). Se il Dpcm firmato tra sabato e domenica dal premier Conte prevede che nelle superiori la Dad debba arrivare fino al 75% dell’orario, a Bergamo e provincia come nell’intera Lombardia rimane in vigore l’ordinanza regionale del 21 ottobre che impone lezioni da remoto per l’intero orario scolastico, fatta eccezione per Bes (Bisogni educativi speciali) e attività di laboratorio. Le Regioni infatti possono applicare indicazioni più restrittive rispetto a quelle volute dal Governo. In realtà da oggi la maggior parte delle scuole ha optato per tenere tutti a casa, in attesa di capire come evolverà la situazione epidemiologica.

«Sabato mattina - spiega Cesare Emer Botti, dirigente del liceo artistico Manzù di Bergamo – abbiamo avuto una riunione con tutti i dirigenti scolastici per confrontarci sulla situazione. Nell’incertezza ci siamo accordati per fare tutto in Dad e valutare se dalla prossima settimana (quella che inizia il 2 novembre) si possa riuscire a innestare la frequenza dei laboratori in presenza. È complicato costruire gli orari in questo modo perché è difficile organizzare intere giornate di sola didattica di laboratorio e altre riservate alla sola teoria. Vedremo cosa riusciremo a fare: per questa settimana quindi avremo tutti gli studenti da remoto, da quella successiva invece valuteremo, sperando di avere anche qualche delucidazione in più».

Il nodo delle connessioni

Per ora le scuole seguiranno quindi le indicazioni dell’ordinanza regionale. «Che però, in alcuni punti, si presta a varie interpretazioni – continua –. Per esempio sulla definizione di Bes, gli alunni con bisogni educativi speciali. Oppure su come trattare un altro aspetto di difficoltà che gli studenti possono incontrare: quello della connessione internet. È una situazione che si è verificata anche nel lockdown: ci sono tanti studenti che abitano in zone non coperte dal segnale. In linea generale questa settimana tutti saranno a casa, tranne i Bes e anche coloro che hanno problemi con la Rete. Per quanto ci riguarda l’orario sarà uguale. Ci sembra di essere Penelope – conclude –: di giorno facciamo la tela e di notte la disfiamo... Ci organizziamo per la didattica in presenza e poi dobbiamo cambiare completamente modalità. Speriamo che nei prossimi giorni arrivino indicazioni più precise anche da parte del ministero».

Laboratori in presenza

Secondo l’ordinanza di Regione Lombardia infatti le lezioni in presenza sono ammesse solo per gli studenti con Bisogni educativi speciali (disabili, dislessici, ragazzi con difficoltà linguistiche o hikikomori) oppure per le ore di laboratorio previste negli istituti professionali, sia statali che regionali, e tecnici. Alcune scuole quindi hanno cercato di mantenere la frequenza per questo tipo di attività.

«Oggi avremo una riunione con la dirigente dell’Ufficio scolastico regionale – spiega il dirigente dell’Istituto Galli, Brizio Campanelli –. Noi abbiamo scelto di muoverci una settimana alla volta. All’inizio abbiamo fatto tutto il possibile per fare tutto in presenza, da settimana scorsa abbiamo proposto didattica alternata, tre giorni a casa e tre a scuola. Ora si verrà solo per i laboratori di cucina, sala e di accoglienza turistica. Tra gli aspetti più interessanti da capire c’è quello che riguarda la salvaguardia dei Bes, che in una scuola come la mia sono un numero importante. Vediamo quanti verranno in presenza. Questa settimana lezioni regolari, nel frattempo venerdì sera consigli e già elaborato orario a 20 ore, come da linee guida per la Didattica digitale integrata. Vediamo cosa emergerà dalla riunione di oggi per capire come potremo organizzarci al meglio».

Le scuole saranno quindi aperte per accogliere gli alunni in difficoltà: dietro le cattedre siederanno i professori che, a differenza degli alunni, saranno obbligati in ogni caso a recarsi a scuola, anche per occuparsi della Didattica a distanza.

Nel frattempo anche i genitori hanno deciso di muoversi per chiedere agli organi competenti di organizzare le lezioni in modo da preservare il più possibile la didattica in presenza anche per gli studenti delle superiori. In particolare sono stati i comitati e le associazioni genitori delle superiori, il comitato Vado a scuola sicuro e i genitori della rete Caos (Costruire alleanze e opportunità a scuola) hanno preso carta e penna e hanno inviato una lettera a Regione Lombardia, Provincia e Ufficio Scolastico Territoriale: «Abbiamo tutti a cuore la scuola e i giovani – si legge nel messaggio che accompagna la lettera –, senza nasconderci che i dati dei contagi sono preoccupanti. Abbiamo di fronte l’ostacolo insormontabile di trasporti inadeguati, insufficienti rispetto ai bisogni, che penalizza e affossa un altro anno di scuola. Se la scuola nell’emergenza Covid, pur in modo differenziato, ha cercato di fare i salti mortali per adeguare gli orari, per fare doppio turno, per mettere i ragazzi sicurezza in tutti i modi, se i genitori si sono organizzati anche per portare i figli a scuola con mezzi privati, la situazione Covid ha fatto emergere in tutta la sua cruda realtà il fallimento e, diremmo, l’inesistenza delle politiche a sostegno del trasporto pubblico. La didattica integrale, totale, a casa non può durare più dello stretto necessario».

I genitori propongono anche alcune soluzioni concrete per tornare fisicamente tra i banchi: «Implementare il servizio dei trasporti nelle ore di punta oppure fare in modo che tutti, ma proprio tutti, adottino una buona percentuale di didattica digitale a distanza e dividano la popolazione scolastica presente su due turni di ingresso non ravvicinati, abbassando fortemente il flusso sui mezzi ma consentendo la presenza». Le soluzioni possono essere individuate, ma solo se, per una volta, si scelga di dare la precedenza ai ragazzi.

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