Dalle iris di Trebecco sboccia benessere E appassisce un passato drammatico
Cristina Mostosi

Dalle iris di Trebecco sboccia benessere
E appassisce un passato drammatico

Nel giardino nella località di Credaro Cristina Mostosi ha superato il dolore della violenta scomparsa della sorella 17 anni fa.

La bellezza è in ogni luogo, basta avere gli occhi per vederla, e secondo Dostoevskij «salverà il mondo». Si può perfino coltivare, come fa Cristina Mostosi nel suo giardino, «Le iris di Trebecco», a Credaro, prendendosi cura dei fiori del padre Luigi: è un lavoro impegnativo e faticoso ma potente, perché col tempo ha medicato le più profonde ferite del cuore, facendo germogliare il dolore, trasformandolo in qualcosa di diverso. Le iris sono fiori dall’aspetto gentile e fragile, c’è chi le chiama «orchidee dei poveri», perché se ne trovano moltissime nei prati, lungo i torrenti, sul greto dei fiumi. Non tutti sanno, però, quanto siano tenaci e robuste: c’è stato un tempo in cui i contadini le seminavano sui terreni scoscesi, perché con le loro radici facevano da argine al terreno.


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