Graffiti sulle rocce, la Preistoria riaffiora a Costa Volpino: «Ed è solo l’inizio»
Uno scivolo della fertilità, parzialmente sommerso da materiale

Graffiti sulle rocce, la Preistoria riaffiora a Costa Volpino: «Ed è solo l’inizio»

L’archeologo camuno Ausilio Priuli nella frazione Flaccanico, ha portato alla luce decine di rocce graffite: «È solo l’inizio». Scacchiere di gioco, tracce di affilatura delle armi e uno scivolo della fertilità. «L’esplorazione va avanti»

Una serie di nuove e importanti scoperte è stata portata alla luce in territorio di Flaccanico, frazione di Costa Volpino, dall’archeologo camuno Ausilio Priuli. Decine di rocce graffite che potrebbero presto dare il via ad una stagione di ricerche in una zona dove storicamente pochi studiosi si erano spinti a cercare. Situate principalmente su due diversi speroni di roccia distanti alcune decine di metri l’uno dall’altro, le incisioni individuate si trovano sullo strato della cosiddetta «Formazione di Wengen», una delle unità del Triassico medio-superiore più conosciute delle Alpi Meridionali.

«Sono convinto che questo sia solo l’inizio, qui nessuno ha mai fatto ricerca» racconta Priuli. Dalle rocce, coperte in parte dalle incrostazioni di licheni e in parte da accumuli di materiale, emergono straordinari frammenti storici e preistorici: dai segni dovuti all’affilatura delle armi alle coppelle (piccole conche rotondeggianti), fino ad arrivare a incisioni più strutturate come il «filetto», o «triplice cinta», un simbolo composto da tre quadrati concentrici uniti da tratti di intersezione perpendicolari.

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