La dislessia non è sulla carta d’identità Marta: «Ora sogno il dottorato»

La dislessia non è sulla carta d’identità
Marta: «Ora sogno il dottorato»

«Ho dovuto affrontare tante difficoltà e pregiudizi ma alla fine tutte queste prove mi hanno reso più forte». Abbastanza da sognare un dottorato.

Un fiore nato in mezzo alle pietre è abituato a resistere alle intemperie, a sfidare la natura e la gravità con la sua bellezza e il suo profumo. Così è stato per Marta, dislessica, 22 anni, studentessa al corso magistrale di Scienze pedagogiche all’Università di Bergamo, dopo aver ottenuto la laurea triennale: «Ho dovuto affrontare tante difficoltà e pregiudizi ma alla fine tutte queste prove mi hanno reso più forte». Abbastanza da sognare un dottorato.

«Ho scelto l’invecchiamento come argomento della mia tesi di laurea – racconta –, perché ho svolto il tirocinio in una Rsa alla Fondazione Carisma di Bergamo. È un’esperienza che mi è piaciuta molto, l’avevo già sperimentata durante le scuole superiori, all’istituto Mamoli. C’è anche una parte filosofica di cui sono molto fiera, ho scelto di inserirla perché è una materia che mi appassiona molto, nonostante la difficoltà di consultare testi scritti con un linguaggio poco accessibile. Ho sofferto ma ce l’ho fatta. L’impegno alla fine premia sempre».

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