Lacrime per Hicham ad Arcene «Quel giorno non doveva esserci»
Hicham Hamdach

Lacrime per Hicham ad Arcene
«Quel giorno non doveva esserci»

Gli amici: fatalità, quel giorno avrebbe dovuto lavorare. Grande dolore ad Arcene per la morte di Hicham, a soli 20 anni.

«Hicham non doveva nemmeno venire con noi al fiume per il lavoro. Poi, all’ultimo momento, il suo titolare l’aveva informato che per quel pomeriggio non aveva bisogno di lui». È quanto rivelano alcuni degli amici di Hicham Hamdach, il marocchino di 20 anni annegato giovedì pomeriggio mentre, a nuoto, attraversava il tratto di fiume Adda a valle della diga Sant’Anna compreso fra Fara e Vaprio. Il ventenne, che abitava ad Arcene con la famiglia (oltre ai genitori aveva cinque fratelli di cui uno che abita in Marocco), al momento era impiegato come giardiniere e giovedì pomeriggio doveva andare a lavorare, ma si è liberato e aveva deciso di unirsi agli amici che si stavano recando al Parco della Diga a Vaprio.

Venerdì i famigliari del ventenne (la cui salma si trova ancora composta all’istituto di medicina legale di Milano per essere sottoposta ad autopsia) si sono chiusi in un doloroso silenzio nell’abitazione in cui vivano in vicolo Ferrari 2: «Quanto accaduto non possiamo cambiarlo - si è limitato a dire il padre - ora attendiamo che le forze dell’ordine ci diano qualche informazione in più su quanto accaduto».

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