Lago d’Iseo, troppo fosforo dagli scarichi «Ancora 31 le aree da depurare»

Lago d’Iseo, troppo fosforo dagli scarichi
«Ancora 31 le aree da depurare»

L’assessore regionale all’Ambiente: «L’apporto di fosforo è presente in concentrazione sette volte superiore a quella auspicabile. Tale nutriente deriva da scarichi fognari non depurati: a monte del lago d’Iseo esistono 81 agglomerati urbani, di cui 31 non depurati».

Scarti di gomma e amianto in quantità industriali (perché è da lì che arrivano), cimiteri di auto, decine di bombe della Seconda guerra mondiale, macchie di solventi e idrocarburi.

Dal punto di vista dell’appeal, quelli passati non sono stati mesi facili per il lago d’Iseo: le denunce degli ambientalisti e i filmati dei sommozzatori, le indagini della Procura di Bergamo e gli accertamenti condotti dai carabinieri del Comando provinciale e della Compagnia di Clusone con il supporto dell’Esercito e della Marina militare italiana, hanno messo in crisi l’immagine di un lago proiettato verso il successo nazionale e internazionale dopo il battesimo di Christo nel 2016. Tuttavia, al di là dell’allarme suscitato dai singoli ritrovamenti, il vero problema del Sebino è più subdolo, meno visibile ma più pervasivo, meno facile da contrastare ma decisamente più grave: gli scarichi della rete idrica che finiscono nel lago non depurati, rilasciando nell’acqua quelle sostanze, prima fra tutte il fosforo, di cui si nutrono le alghe che, proliferando, aggravano i processi di anossia e eutrofizzazione, cioè assenza di ossigeno e abbondanza di nitrati e fosfati.

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