Sci fermo, lo sconcerto della Bergamasca «Aprivamo in sicurezza, qualcuno paghi»

Sci fermo, lo sconcerto della Bergamasca
«Aprivamo in sicurezza, qualcuno paghi»

Orrù (Val di Scalve): si poteva riaprire in tutta sicurezza. Le montagne bergamasche in ginocchio, l’assessore Magoni: non sanno cosa vuol dire gestire un comprensorio.

«Non ci sono parole. Tutto questo è assurdo, non tanto per la decisione di chiudere per il peggioramento dei dati sanitari ma per le modalità». Così il sindaco di Foppolo Gloria Carletti commenta la decisione del ministro della Salute Roberto Speranza di rinviare ancora l’apertura della stagione sci.

«I dati li sapevano già prima - continua - eppure avevano confermato l’apertura. Così si sono avviate vendite online degli skipass, ci sono stati collaudi e assunzioni. E a poche ore dall’avvio lo stop. Questa è veramente una mancanza di rispetto nei confronti di chi lavora». «Nuovamente una decisione dell’ultima ora – commenta il presidente della Comunità montana di Scalve Pietro Orrù –. Si colpisce la montagna e soprattutto chi in montagna ci vive e lavora. Sono settimane che le stazioni sciistiche si stanno adoperando con investimenti importanti che avrebbero consentito una riapertura in sicurezza, ma a poche ore dal via ecco che arriva l’ennesimo cambio di rotta».

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