Scorte di vaccini, il punto fino al 6 aprile Mancano mille dosi: quelle di Moderna

Scorte di vaccini, il punto fino al 6 aprile
Mancano mille dosi: quelle di Moderna

Nella Bergamasca disponibilità ancora risicata fra le dosi da somministrare e quelle in arrivo dai fornitori. Pochi problemi per Pfizer, dovrebbe bastare anche AstraZeneca, mentre le scorte di Moderna non sono sufficienti.

All’imbocco della svolta decisiva per la campagna vaccinale, c’è ancora da fare i conti con una disponibilità di vaccini certo non abbondante. Anzi: incastrare la domanda (le persone che devono ricevere le dosi) con l’offerta (i sieri a disposizione) pare ancora un Tetris intricatissimo anche dopo quasi tre mesi dallo start vero e proprio, dedicato allora a operatori sanitari e sociosanitari e ospiti delle Rsa. C’è un prospetto dell’Ats di Bergamo a tratteggiare lo scenario a breve termine, entro il 6 aprile, con una preoccupazione in filigrana: le consegne non sono massicce, le scorte sono contenute e più di molto non si può fare. Di più: sulla carta, le dosi di Moderna – utilizzato per una quota parte degli over 80 – al momento non paiono sufficienti a soddisfare il fabbisogno da qui a Pasqua.

Lo stato dell’arte è aggiornato all’inizio di questa settimana ed è il frutto delle somme dei dati delle tre Asst bergamasche e delle strutture della filiera. Con ordine, la situazione migliore è quella di Pfizer. In giacenza (in sostanza, le scorte) c’erano 2.480 dosi in tutta la Bergamasca, ed entro il 30 marzo sono in arrivo in totale altre 28.080 dosi spalmate su due consegne (una già eseguita). Fino al 6 aprile, la previsione per l’intera Bergamasca è di 26.815 somministrazioni di Pfizer tra prime dosi e inoculazioni di richiamo: un «monte dosi» su cui non ci sono problemi, e anzi al 6 aprile dovrebbero rimanere in giacenza 3.745 unità di Pfizer. «A filo» invece c’è AstraZeneca, con una giacenza importante a lunedì (9.390 dosi) ma solo 4.700 in consegna in questi giorni; di contro, entro il 2 aprile (qui il riferimento temporale cambia) si stima un fabbisogno di 13.930 dosi: è comunque coperto, anche se in giacenza rimarrebbero solo 160 dosi.

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