Sul fondo del lago d’Iseo quintali di scarti
Sub disponibili a rimuoverli - Video

Scaricati probabilmente una trentina di anni fa al largo tra Predore e Tavernola: una discarica abusiva. Il sub del gruppo Ncd: noi a disposizione per rimuoverli.

Inquinano da anni i fondali del lago d’Iseo, ma soltanto ogni tanto ci si ricorda: in particolare quando i sommozzatori riemergono con nuove fotografie e nuovi filmati di quel che vedono mentre praticano la loro attività sportiva preferita.

Nella porzione di lago antistante il Corno tra Predore e Tavernola, ci sono almeno due punti in cui negli anni sono stati buttati quintali di scarti di gomma utilizzata per la produzione di guarnizioni industriali. Quando il Sebino veniva scambiato per una discarica, quando i resti delle lavorazioni non erano etichettati come rifiuti, poteva succedere anche questo: invece che essere smaltito, riciclato o riutilizzato, il materiale non più utilizzabile dal distretto della gomma del Basso Sebino finiva dritto dritto dentro il lago.

Sembra incredibile, ma è quanto documentano i video del gruppo North Central Divers (Ncd) di Gorle, fondato da Renato Preda nel 2001: nei giorni scorsi le loro immagini sono tornate d’attualità, rilanciate dai social network, e il gruppo di sommozzatori lancia un appello alle autorità e agli enti pubblici che governano il lago: «Intervenite, noi siamo a disposizione con le nostre capacità e la nostra passione per le immersioni».

«Sono due i punti del lago di Iseo, fra Predore e Tavernola – spiega lo stesso Preda – in cui sono presenti da tanto tempo, credo almeno dalla metà degli Anni ‘80, gli scarti di gomma provenienti dalla produzione delle guarnizioni. Un punto si estende fra i 25 e i 45 metri di profondità, l’altro fra i 35 e i 70 metri. Giovedì (domani, ndr), considerata l’attenzione che il problema sta suscitando, compiremo una nuova immersione per controllare in maniera più precisa il fenomeno e per misurare l’estensione della superficie ricoperta dalla gomma, in modo da calcolarne anche la quantità». La collocazione temporale risalente ad almeno trent’anni fa deriva da una convinzione: «Per scaricare quantità così elevate di scarti di gomma bisognava arrivare al Corno di Predore con un camion – aggiunge il fondatore del gruppo Ncd – e quindi percorrere la vecchia strada litoranea, che non è più percorribile dai mezzi a motore da quando è stata aperta la galleria che passa sotto il Corno».

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