Valanghe, attenti in quota - Foto e video Pericolo moderato, ma distacchi possibili

Valanghe, attenti in quota - Foto e video
Pericolo moderato, ma distacchi possibili

«Il grado di pericolo valanghe in questi giorni è basso. Distacchi ci sono comunque, ma per lo scialpinista è difficile valutare ora la possibilità di una slavina». Lo dice Federico Rota, esperto di valanghe incaricato nell’ambito del protocollo Regione-Provincia di monitorare i siti nella Bergamasca.

«Anche quella scesa in Val Salmurano – dice – era difficilmente prevedibile. Molto probabilmente il distacco è stato naturale e non provocato. Si è trattato di un distacco di fondo. Ovvero è scivolato tutto lo spessore di neve lasciando, alla fine, vedere l’erba sottostante». «Fino a qualche giorno fa, a fine novembre – prosegue l’esperto – le valanghe sulle Orobie erano frequenti. Ora sono diminuite ma sempre possibili. I distacchi di fondo, però, sono difficilmente prevedibili. Uno scialpinista vede il manto nevoso intonso, non vede altri segnali che possono rappresentare una sentinella d’allarme, come lastroni ghiacciati o accumuli dovuti al vento. E così percorre quella zona. Ma il distacco è sempre possibile. Peraltro, in questo periodo, il grado di pericolo valanghe è basso, e ciò invoglia gli scialpinisti a frequentare le montagne. Ma la valutazione dei distacchi ora è difficile, al di fuori sicuramente di situazioni che in genere lo scialpinista intuisce facilmente».

Il grado di pericolosità valanghe nei prossimi giorni resterà di grado due su una scala da uno a cinque. «Il problema principale  - spiega il bollettino valanghe della Regione – sarà la presenza di lastroni da vento soffici, di piccole o medie dimensioni, localizzati nelle zone di deposito qualsiasi esposizione. Essi saranno evidenti e pertanto evitabili. Il distacco provocato sarà possibile, soprattutto alle quote più elevate, generalmente con forte sovraccarico. La parte basale del manto sarà ben assestata e compatta. L’attività valanghiva spontanea sarà generalmente assente. Alle quote medio-basse, soprattutto sui versanti esposti a meridione, dove sono presenti evidenti fessurazioni da scorrimento del manto nevoso favoriti dal suolo non gelato, permarrà la possibilità di isolati distacchi spontanei di fondo».


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