Zona rossa, i pm credono a Conte «Attendibile sul verbale del Cts»
Il procuratore di Bergamo Maria Cristina Rota all’uscita di Palazzo Chigi dopo aver sentito il premier Conte lo scorso giugno (Foto by Ansa)

Zona rossa, i pm credono a Conte «Attendibile sul verbale del Cts»

Secondo indiscrezioni la Procura che indaga sulla mancata «zona rossa»
riterrebbe convincente la versione del premier sul verbale del 3 marzo visto due giorni dopo.

La versione del premier Giuseppe Conte sul verbale del Cts sarebbe considerata attendibile dai pm della Procura di Bergamo. O meglio, secondo indiscrezioni filtrate dai corridoi dei palazzi di giustizia bergamaschi, non ci sarebbero elementi per fare sospettare agli inquirenti che indagano (anche) sulla mancata zona rossa a Nembro e Alzano che quanto affermato dal presidente del consiglio sulla tempistica di ricezione del fatidico verbale del 3 marzo del Cts, nel quale il comitato tecnico scientifico consigliava al governo d’istituire la zona rossa in Valle Seriana, non corrisponda a verità.

«Sono stato sentito come persona informata sui fatti, non posso riferire ciò che ho detto ai magistrati ma su alcuni giornali leggo che ho detto il falso: è una sonora sciocchezza», ha detto Conte qualche giorno fa nell’intervista a «La Piazza» in risposta a chi, in testa il leader leghista Matteo Salvini, ne invocava le dimissioni sostenendo che la versione dei due giorni di ritardo tra il varo del documento e la sua effettiva lettura da parte del premier sia una colossale bugia. «Che io abbia mentito ai pm su Alzano e Nembro è una sonora sciocchezza», aveva ribadito Conte nel corso della stessa intervista confermando la versione delle 48 ore di stand-by, quelle trascorse tra la relazione degli scienziati in data 3 marzo e l’arrivo del documento sul tavolo del premier solo il 5 marzo.

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