La Nolan guarda all’India: «Per i caschi un unico marchio»

LE NUOVE SFIDE. Obiettivo dell’azienda è anche crescere in Nord America e Cina. L’a.d. Pellegrino: puntiamo a diventare il brand più grande del settore.

L’ingresso in India, la concentrazione su un unico marchio e la volontà di crescere pur conservando l’artigianalità. Sono tre dei capisaldi della nuova strategia di Nolan, l’azienda di Brembate Sopra che ieri ha presentato quattro nuovi modelli di casco: l’60-6 Sport, l’N 100-6, l’N 120-1 in policarbonato e l’X-804 RS UC in fibra di carbonio.

Enrico Pellegrino, da gennaio amministratore delegato, traccia un primo bilancio: «Ho trovato un’azienda meravigliosa, che ha un rapporto con il territorio importante e di questo ne siamo orgogliosi. Siamo l’unica azienda di caschi che produce tutto in Italia, il 90% dei nostri fornitori è italiano, la ricerca e sviluppo avviene in Italia. Vogliamo che l’italianità continui ad essere un carattere distintivo, sarebbe facile spostare la fabbrica all’estero per abbattere i costi, ma non lo faremo».

Nolan si estende su 33 mila metri quadri e ha 356 dipendenti, a cui si aggiungono i lavoratori interinali nei periodi di picco produttivo. Da quando nel 2019 è stata acquisita dal gruppo francese 2 Ride Holding, il suo fatturato è sempre cresciuto, passando in un biennio da poco meno di 40 milioni a 55 milioni di euro. Ogni anno i caschi prodotti da Nolan sono circa 350 mila, ma le visiere realizzate sono un milione, perché vengono prodotte pure quelle per gli altri marchi del gruppo, a dimostrazione della qualità raggiunta dagli impianti e dai processi produttivi di Nolan.

Pellegrino evidenzia la direzione da seguire: «Vogliamo diventare il marchio di caschi più grande al mondo, ma la leadership non va intesa per fatturato o per quantità prodotta, quanto in termini di qualità, stile, performance. Utilizziamo i migliori materiali, abbiamo fatto un investimento importante lo scorso anno per adeguare gli impianti produttivi e prestiamo una cura maniacale ai dettagli. I nostri caschi sono costruiti a mano, così come l’applicazione delle decalcomanie. Per noi di Nolan il casco non è solo uno strumento per la sicurezza, quanto il completamento della sublimazione del motociclista. Vogliamo che tutti i nostri clienti siano orgogliosi di indossare i caschi Nolan».

Da parte sua, Marta Trezzi, direttore marketing, aggiunge altri dettagli: «Il nostro posizionamento di mercato è medio-alto. Il casco è una sorta di pezzo d’arte e l’eleganza uno dei valori che andremo sempre più a cavalcare, insieme a maestria e ingegnerizzazione».

Nata nel 1972 grazie all’intuizione di Lander Nocchi, Nolan ha prodotto finora 22 milioni di caschi, considerando anche gli altri marchi: nel 1993 fu introdotto il nome Grex per la fascia più economica e nel 1998 X-Lite per i caschi in fibra. Adesso invece c’è un’inversione di rotta come chiarisce l’amministratore delegato: «D’ora in poi tutti i caschi saranno a marchio Nolan, anche se poi la linea in fibra avrà la firma X-Series. Grex e X-Lite hanno avuto un grande merito, anche se la tecnologia era la stessa. Con un unico marchio semplifichiamo la comunicazione, siamo maturi per investire in un unico brand, Nolan».

L’idea è stata presentata alla convention di luglio ai distributori di tutto il mondo: «Abbiamo avuto l’unanimità di apprezzamento. Ora sta a noi spiegarlo al mercato. L’obiettivo è di crescere ogni anno, ma mantenendo la redditività, perché guadagnare significa futuro e stabilità, poter investire e continuare a produrre. Possiamo crescere in Nord America e in Asia, specialmente in Cina. Un altro obiettivo è l’ingresso in India, un Paese da 18 milioni di moto e scooter venduti in un anno. Anche là però venderemo caschi di alta gamma perché vogliamo essere coerenti con la nostra storia e non accettare alcun tipo di compromesso».

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