L’impatto del Covid sui fatturati Bergamo terza città ad aver perso di più

L’impatto del Covid sui fatturati
Bergamo terza città ad aver perso di più

Per la pandemia nel biennio 20-21 le perdite in provincia saranno tra gli 11 e 15 miliardi. Il 37% dei lavoratori occupati nei settori più a rischio.

Nella migliore delle ipotesi Bergamo perderà 11 miliardi e 766 milioni di euro di fatturato nel biennio 2020-21, pari al 3,8% del fatturato complessivo stimato sul biennio in rapporto al 2019, mentre nella peggiore delle ipotesi il calo supererà quota 15 miliardi e mezzo, ovvero il 4,15% del fatturato complessivo del sistema Bergamo in rapporto allo scorso anno.

Il che, tradotto potrebbe impattare sull’occupazione in maniera pesante, visto che il 37,8% dei lavoratori bergamaschi, pari a 92.101 addetti, è occupato nei settori su cui hanno pesato maggiormente gli effetti economici del Covid, ovvero, prima di tutto turismo e ristorazione, ma anche logistica e trasporti, sistema moda ed automotive. Peggio di noi, in termini assoluti, solo Brescia e Verona. Brescia registrerebbe infatti una perdita che oscilla tra i quasi 16 miliardi nello scenario più ottimistico e gli oltre 21 miliardi in quello meno roseo, cui si accompagna una percentuale che sale al 43,1% per quanto riguarda i lavoratori dei settori più colpiti; mentre Verona, perderebbe oltre 12 miliardi o, nell’ipotesi «hard», quasi 16 miliardi. È quanto emerge dallo studio realizzato da Cerved - tra i principali operatori italiani nella gestione del rischio di credito - per Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani. Nello studio si monitora l’andamento di oltre 1.600 settori produttivi e circa 730 mila imprese e si quantifica l’impatto del Covid-19 sul tessuto produttivo delle 93 città medie italiane - escluse dunque le grandi città come Milano e Roma -, in base a due scenari: uno «soft», di graduale e costante ripresa dell’economia dal 2° semestre 2020 e uno «hard» di persistenza della situazione emergenziale.

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