Meccanotecnica, pioggia di ordini ma non riesce a trovare personale

A Torre de’Roveri. Ricavi previsti in doppia cifra. L’unico problema la carenza di personale.

Una pioggia di commesse come non si vedeva da 15 anni (con una prospettiva di crescita a due cifre del fatturato per quest’anno) e un prototipo di un nuovo impianto automatizzato per la stampa digitale che, in questi giorni, ha lasciato l’azienda per essere testato da un cliente italiano.

Fatturato in doppia cifra

Non potrebbe andare meglio per la Meccanotecnica di Torre de’ Roveri - azienda specializzata negli impianti per la stampa tradizionale (offset) e per quella digitale, se non fosse che, per mancanza di personale, sta correndo il rischio di non riuscire a far fronte a tutti gli ordini. Un bel paradosso per un’impresa che non solo ha attraversato (quasi) indenne la pandemia, ma che nel 2022 ha chiuso il volume d’affari a quota 24 milioni di euro, registrando un + 7% rispetto all’anno precedente e che nel 2023 conta di aumentare di un ulteriore 10%.

«Vorremmo incrementare di 18 unità l’organico nella sede bergamasca, che oggi conta 113 addetti. Abbiamo bisogno di inserire, prevalentemente nell’area produttiva, tecnici addetti al montaggio, al collaudo, all’installazione, al service, e ingegneri di fabbrica. Non facciamo un problema d’età, selezioniamo sia neodiplomati alla prima esperienza che chi l’esperienza ce l’ha, perché riteniamo una ricchezza la presenza di generazioni diverse. Ma facciamo davvero fatica a trovarne»

Allarga le braccia l’a.d. Francesco Mussita: «Vorremmo incrementare di 18 unità l’organico nella sede bergamasca, che oggi conta 113 addetti. Abbiamo bisogno di inserire, prevalentemente nell’area produttiva, tecnici addetti al montaggio, al collaudo, all’installazione, al service, e ingegneri di fabbrica. Non facciamo un problema d’età, selezioniamo sia neodiplomati alla prima esperienza che chi l’esperienza ce l’ha, perché riteniamo una ricchezza la presenza di generazioni diverse. Ma facciamo davvero fatica a trovarne». «Oltretutto - aggiunge Mussita – stiamo vivendo un periodo stimolante, siamo un’azienda internazionale (il mercato estero copre il 94% del fatturato con 31 Paesi) che investe molto nell’innovazione». Basti pensare che, da quando è stata fondata (1964) ad oggi, ha sfornato 71 brevetti, 11 solo negli ultimi cinque anni, e che il reparto di ricerca assorbe circa il 25% del personale.

Il 75% degli ordini oggi proviene dagli impianti della stampa offset (tradizionale) dove Meccanotecnica è leader mondiale per la raccolta e cucitura, «ma nell’arco dei prossimi 4-5 anni – assicura l’a.d. – contiamo di aumentare la produzione di linee per la stampa digitale, per passare dall’attuale 25 al 50% delle commesse. Stiamo lavorando ad impianti automatizzati che partono dalla carta per arrivare al prodotto finito. Con l’ambizione di diventare, anche qui, punto internazionale».

E la pandemia ha accelerato questo cambiamento: il mercato cinese (fino al 2020 primo mercato estero di Meccanotecnica) si è contratto del 30%. Di contro, si è registrata un’impennata di commesse dagli Usa e un ritorno di quelle europee. «Per Meccanotecnica è stato un vantaggio – spiega Mussita -, Europa e Usa privilegiano soluzioni dove è massima l’automazione. Piuttosto che su singole macchine (dove è necessaria la figura di un operatore) preferiscono l’impianto completamente automatizzato, riducendo così i costi del lavoro». Soluzione che in soldoni significa passare dall’acquisto di una macchina del valore di circa 250 mila euro al milione e 200 mila euro di un’intera linea. Tutto questo per l’azienda si è tradotto in un incremento eccezionale di ordini, ma gravato (oltre che dal rincaro di materie prime e dalla difficoltà di reperire la componentistica elettronica) da una capacità produttiva sottodimensionata.

il mercato cinese (fino al 2020 primo mercato estero di Meccanotecnica) si è contratto del 30%. Di contro, si è registrata un’impennata di commesse dagli Usa e un ritorno di quelle europee

Da Torre de’ Roveri agli Usa

Il gruppo (150 dipendenti ) con quartier generale a Torre de’ Roveri (3 stabilimenti) e un’officina meccanica a Pedrengo, ha quattro società controllate (per la fase commerciale e l’assistenza post vendita), negli Usa, in Cina, Germania e Polonia. Quest’ultima sede, a Lodz, in fase di espansione soprattutto per il mercato dell’Est Europa (entro fine mese inizieranno i lavori di un nuovo stabilimento di circa 1400 metri quadri), sta per correre in aiuto della casa madre. «A Lodz assembleremo e lo faremo anche per l’Italia. Compreremo la componentistica per le macchine sul mercato locale – conclude Mussita -, i pezzi di difficile reperibilità o quelli strategici partiranno da Bergamo. Ci stiamo ingegnando ad individuare più soluzioni possibili per sopperire alla carenza di personale a Torre de’ Roveri».

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