Operai Covestro, premio di 6.594 euro: «Il più alto della storia del sito di Filago»

Il riconoscimento E a marzo, dall’azienda chimica bonus di 500 euro ai 230 dipendenti. L’a.d. Malvestiti: «Nel 2021 record di ricavi a 595 milioni. Ora gli eventi non giocano a favore».

E niente, quest’anno - almeno per alcune realtà - è l’anno dei bonus ai propri dipendenti. E alla lista - non molto lunga, a dire la verità - si aggiunge anche Covestro, che in Italia è presente con lo stabilimento di Filago, dove lavorano circa 230 persone. Che, con la busta paga di marzo, si sono viste riconoscere un bonus di 500 euro erogato sotto forma di welfare. Si tratta di «un contributo con il quale l’azienda ha voluto riconoscere gli sforzi sostenuti dai lavoratori in due anni difficili - a causa dell’emergenza sanitaria - come il 2020 e il 2021», spiega l’amministratore delegato di Covestro Italia, Gianmaria Malvestiti.

Un premio di risultato da record

E con lo stipendio di aprile, il personale dello stabilimento bergamasco - dove si produce policarbonato estruso - ha ricevuto un premio di risultato di un valore raro a

vedersi nelle aziende della nostra provincia, chimiche e non. Parliamo, infatti, di 6.594 euro per gli operai, il più alto mai pagato dall’azienda chimica. Il Pdr - frutto di un accordo sindacale - è così elevato, anche perché una parte è parametrata al raggiungimento degli obiettivi di gruppo, mentre un’altra tiene conto dei risultati di sito.

Un fatturato in crescita del 51% rispetto al 2020

Guardando ai numeri con cui Covestro Italia ha archiviato il 2021, il fatturato ha segnato un nuovo record, attestandosi a 595 milioni di euro, in crescita del 51% rispetto al 2020 (anno che ha scontato l’esplosione del Covid) e del 13% rispetto al 2018, quando si era registrato l’ultimo record in quanto a ricavi (527,5 milioni). Nel giro d’affari sono comprese le vendite nel nostro Paese sia di policarbonati, sia di poliuretani (prodotti dal gruppo, ma non a Filago). Malvestiti puntualizza: «Siamo tornati ai livelli pre crisi, con il fatturato che è determinato dall’aumento dei prezzi».

Ciò che si produce nel sito bergamasco è destinato a quattro settori in particolare: il principale è l’automotive, seguito dall’elettrico, dall’elettronica di consumo e dal medicale.

Guardando, infatti, alle tonnellate prodotte, l’aumento c’è, ma da solo non giustifica la crescita del fatturato. L’anno scorso i volumi di vendita hanno toccato quota 203,9 migliaia di tonnellate, contro le 181,6 migliaia del 2020 (più 12%). Ma è più realistico il confronto con il 2017, anno dell’ultimo record, con 205,7 migliaia. La sola produzione «compounding» (policarbonato estruso) ha raggiunto un nuovo record: 47.300 tonnellate, contro le 45.700 del 2017. Ciò che si produce nel sito bergamasco è destinato a quattro settori in particolare: il principale è l’automotive, seguito dall’elettrico, dall’elettronica di consumo e dal medicale.

Il futuro meno favorevole tra guerra e lockdown cinese

Ma c’è un però. Nonostante «il 2021 sia stato ottimo - afferma Malvestiti - gli eventi non giocano a nostro favore». «Il lockdown cinese avrà un impatto importante sulle nostre performance - continua l’a.d. -. Questo mercato è molto importante per noi, sia per le vendite, sia per le materie prime che arrivano dall’Asia». A questo si deve aggiungere il conflitto Russia-Ucraina e il rincaro sia dell’energia, sia dei materiali. Per tutti questi motivi «le prospettive non sono rosee come l’anno scorso: i conti del gruppo nei primi tre mesi sono andati bene, ma nel terzo e quarto trimestre ci attendiamo gli effetti dovuti alla situazione geopolitica. Con l’auspicio che il quadro non si deteriori ulteriormente».

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