Amazzonia specchio
delle nostre sciagure

E’ il banco di prova del mondo. Ed è anche il banco di prova della Chiesa. In Amazzonia si lucida lo spirito di rapina, predatorio e insaziabile, della globalizzazione più prepotente. Occuparsi dell’Amazzonia non è affatto cedere ad una «psicosi ambientalista», secondo l’accusa del presidente brasiliano Jair Bolsonaro a tutti coloro che hanno lanciato l’allarme di fronte ai roghi che continuano a bruciarla. Occuparsi dell’Amazzonia, come la Chiesa universale farà da oggi per un mese intero, significa ripensare ad un modello che considera la terra una merce e come tale può essere sfruttato, degradato, depredato senza scrupoli per accumulare denaro.

Amazzonia specchio delle nostre sciagure

Significa occuparsi della gente che ci vive e che ci muore, perché rapinare una terra per produrre sempre più beni per i ricchi ha come conseguenza la morte per le comunità che vivono dei frutti di quella terra, che per loro è madre.

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