Benzina ed energia, le luci da cui ripartire

IL COMMENTO. La polemica di queste ore sui prezzi della benzina, al netto di un certo sensazionalismo alimentato a partire da alcuni casi davvero «limite», ha il merito di ricordarci che la nostra vita quotidiana è - e rimarrà a lungo - un’attività energivora. Fuor di ogni utopia, produrre e alimentarsi, muoversi e climatizzare le nostre case sono attività che continuano a richiedere energia da procurarsi o generare nel modo più efficiente e «pulito» possibile, certo, ma pur sempre da procurarsi o generare.

I nostri concorrenti in giro per il mondo a volte sembrano esserne più consapevoli di noi. Non a caso l’invasione russa dell’Ucraina è stata affiancata da una parallela «guerra del gas» scatenata da Putin contro l’Europa. A un anno e mezzo dall’inizio di quella che è stata definita come «la più grave crisi energetica dai tempi degli shock petroliferi del 1973-74», a che punto siamo della notte? Al di là di brutte sorprese in cui potremmo incappare con alcuni distributori di carburante sulla via del mare o della montagna, si comincia per fortuna a intravvedere qualche elemento incoraggiante.

Partiamo da un dato di fatto: l’Europa intera non solo è sopravvissuta a un inverno che qualcuno prevedeva come apocalittico ma negli ultimi mesi si è mostrata capace di rivoluzionare le proprie modalità di approvvigionamento del gas, cioè la materia prima per riscaldamento e produzione di energia elettrica. Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia, lo scorso anno per la prima volta il gas naturale liquefatto (Gnl) arrivato via nave nel nostro continente ha superato per quantità quello via metanodotto. Il Gnl ha soddisfatto infatti il 35% della domanda di gas della Ue, quasi sostituendo del tutto quel 40% di gas che acquistavamo via tubo da Mosca prima dell’inizio delle ostilità contro Kiev. Nel corso di questo generale capovolgimento di prospettiva, inatteso e spettacolare se visto in prospettiva storica, il nostro Paese ha giocato un ruolo tutt’altro che passivo. Per capire perché, esaminiamo un altro sorprendente dato reso noto in questi giorni, quello sugli stoccaggi di gas. A costo di qualche semplificazione, per «stoccaggi» intendiamo degli enormi depositi ai quali ciascun Paese ricorre per fare fronte ai picchi di domanda di gas durante l’inverno. Tali stoccaggi in Italia sono già pieni per l’87%, un record in questo momento dell’anno, raggiunto peraltro senza incorrere in costi esorbitanti come quelli preventivati soltanto qualche mese fa.

Ma se tutto il nostro sistema è più sicuro, lo dobbiamo anche al rafforzamento senza precedenti delle infrastrutture del comparto, con l’entrata in funzione a inizio luglio della nave rigassificatrice «Golar Tundra» di Snam. Da sola questa nave può immettere nella nostra rete 5 miliardi di metri cubi di gas; se affiancata da una infrastruttura simile a Ravenna, si potrà così soddisfare circa il 15% del fabbisogno annuo italiano di metano.

Non merita inoltre di passare sotto silenzio il ruolo attivo svolto da milioni di cittadini e imprese del nostro Paese per un utilizzo generalmente più efficiente dell’energia. Il brusco rialzo delle bollette degli scorsi mesi ha senz’altro indotto - con una spinta ben poco «gentile» - una riduzione dell’utilizzo di elettricità e gas, tuttavia sarebbe errato escludere a priori un atteggiamento più consapevole nei consumi energetici. Con l’ondata di caldo delle scorse settimane, i consumi elettrici hanno toccato l’apice di quest’anno, superando i 59 Gw, poco sotto il massimo storico di 60 Gw e mezzo del luglio 2015. Eppure, con un orizzonte temporale più lungo, la tendenza è di segno opposto: nel primo semestre, secondo l’Enea, i consumi complessivi di energia sono diminuiti del 5% dallo scorso anno, quando già erano in discesa, e questo nonostante i picchi di prezzo siano ormai alle spalle. Un calo che non si spiega solo con il rallentamento dell’economia, ma anche con misure adottate per una maggiore efficienza.

Secondo gli analisti di settore, stoccaggi alti e domanda un po’ più contenuta sono il giusto mix per metterci al riparo da nuovi eccessivi rincari sul mercato internazionale del gas. Non siamo ancora scesi dalle montagne russe dei prezzi dei combustibili fossili, ma abbiamo trovato un nuovo equilibrio da cui partire per elaborare - auspicabilmente - una strategia di medio termine al fine di garantirci maggiori sicurezza e autonomia energetica.

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