Brexit, difficile uscire dall’Ue

Brexit, difficile
uscire dall’Ue

L’ ultima dimissione è la più dolorosa, se n’è andato anche il ministro che ha condotto le trattative con l’Unione Europea. Dominic Raab ha lasciato il suo mandato da ministro britannico per il Brexit con la seguente motivazione: in buona coscienza non posso appoggiare questo accordo. Mette in pericolo l’integrità territoriale del Paese e sotterra la sovranità britannica. Dopo di lui se ne sono andati altri due ministri. Alla seduta di ieri alla Camera dei Comuni è apparso chiaro che la maggioranza dei deputati conservatori è sulle posizioni del ministro dimissionario.

Theresa May combatterà sino «all’ultima fibra del suo essere» per far passare il compromesso raggiunto con l’Unione Europea ma un sì da parte del Parlamento è quantomeno problematico. Da qui la prima osservazione: per i britannici il tema principale è la sovranità, hanno scelto di uscire dalla Ue per ritornare al principio «la Gran Bretagna padrona a casa sua». Succede però che è impossibile tornare ad una dimensione di assoluta padronanza della propria sovranità perché l’appartenenza all’Unione è talmente ramificata che di fatto costringe a venire a patti con il proprio interlocutore.


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