Con la morte  non finisce tutto

Con la morte
non finisce tutto

Noi viviamo per nascere. È prospettiva affascinante che fa della nascita non solo un evento che sta all’inizio, ma un dono che sta all’origine. L’evento si allontana nel tempo, l’origine invece ne rivela il senso. L’ombra della morte che si è allungata sulla nostra terra sembra accorciarsi, ma le cicatrici e le tracce lasciate nei cuori e nelle menti di tanti non si cancellano. Non si cancella neppure l’interiore consapevolezza della forza morale che si è rivelata come patrimonio prezioso della nostra comunità e che non intendiamo disperdere mentre l’emergenza diventa meno grave.

È quella forza che in questo momento sostiene il difficile equilibrio tra la necessità e la volontà di ripresa e l’altrettanto necessaria responsabilità perché il contagio non trovi favorevoli condizioni alla sua diffusione. È la forza della solidarietà espressa nei modi più creativi e di un volontariato che riesce ad esprimersi con una generosità e affidabilità che merita ogni riconoscimento. È la forza di tutti coloro che nella determinazione a non sottrarsi al proprio dovere e al di più del proprio dovere, continuano a garantire le condizioni fondamentali alla vita di ciascuno e dell’intera comunità. È la forza di chi, impedito o limitato nel proprio lavoro, resiste attingendo a tutte le risorse

di cui dispone, economiche e insieme morali. È la forza di chi rifiuta le scorciatoie che potrebbero ingiustamente avvantaggiarlo a scapito degli altri e dell’intera comunità. È la forza delle nostre parrocchie, non solo distribuite, ma anche radicate nella nostra terra, capaci di rappresentare ragioni di speranza non solo per i credenti.

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