Criminalità mafiosa
Cambiare strategia

Dopo «l’infezione sanitaria del virus» seguirà «l’infezione finanziaria mafiosa». Ce lo dice l’ultima relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia (Dia), che mette in evidenza come le grandi organizzazioni mafiose, in possesso di una liquidità sconfinata, si stiano muovendo in questi giorni «attraverso forme di assistenzialismo con l’obiettivo di fagocitare le imprese più deboli, facendole diventare strumento per riciclare e reimpiegare capitali illeciti». C’è da contemplare il rischio che «queste organizzazioni abbiano tutto l’interesse a fomentare episodi di intolleranza urbana, strumentalizzando la situazione di disagio economico per trasformarla in protesta sociale con l’obiettivo di far crescere la rispettabilità del mafioso sul territorio e di generare un credito da riscuotere come pacchetti di voti in occasione di future elezioni».

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Agenti della Dia
(Foto di Archivio)

A preoccupare non poco è l’incremento delle infiltrazioni mafiose nella Pubblica amministrazione, visto che sono stati chiusi per mafia ben 51 enti locali e si teme che lo snellimento delle procedure previsto dal governo per accelerare gli appalti possa fornire notevoli opportunità alle organizzazioni criminali. In tale ottica, replicare quanto avvenuto per il ponte Morandi potrebbe rappresentare un esempio da seguire. Emerge altresì l’esigenza di rafforzare da subito il ruolo dei prefetti, con l’attribuzione di nuove risorse e nuovi poteri, così come quella di realizzare un maggiore coordinamento tra Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza in funzione di monitoraggio e prevenzione di ogni prevedibile iniziativa mafiosa.

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