Futuro solidale dopo tanto male
Il ponte Morandi il 20 aprile, simbolo della capacità di rinascere dell’Italia (Foto by Marco Dell'Oro)

Futuro solidale
dopo tanto male

Dopo settimane cariche di tensioni, spiragli di luce e non poche sconfitte, mentre ci apprestiamo a riprendere un cammino tutto da scrivere e dal finale sconosciuto, diventa vitale riflettere sulle nuove condizioni politiche, economiche e sociali determinate dall’evento pandemico. Colpisce, anzitutto, che dopo anni di austerità e di tagli della spesa pubblica, ci si ritrovi finalmente con un’Europa che, nonostante qualche resistenza, si apra a soluzioni più solidali. Molte cose, infatti, sono cambiate. Sono stati messi temporaneamente in soffitta il Patto di Stabilità e il superamento del 3% del rapporto Deficit/Pil. Con il «Quantitative easing» è stato consentito alla Bce di avere un occhio di riguardo per i Paesi più indebitati.

A breve saranno disponibili miliardi di euro, attraverso un debito comune realizzato mediante l’emissione di titoli (Coronabond?) garantiti da tutti i Paesi europei. Serviranno a riparare i molti danni che lo choc di domanda e offerta ha prodotto all’economia e, soprattutto, a finanziare una nuova fase di sviluppo sostenibile. Intanto, in attesa dei fondi, è molto importante che il nostro Paese inizi a elaborare programmi d’investimenti indirizzati a estendere la rete infrastrutturale in tutte le aree del Paese, a prevenire i ricorrenti danni territoriali provocati da terremoti, inondazioni e dissesti di vario genere, a creare un’efficiente organizzazione sanitaria a livello territoriale e a far crescere cultura e ricerca. Una grande attenzione dovrà essere riservata all’ammodernamento dei mezzi a tutela dell’ambiente, abbattendo inquinamento e congestione territoriale che in qualche misura pare abbiano influito anche sulla diffusione del virus. Il lockdown di marzo e aprile, con la scomparsa dello smog, ci ha restituito un’atmosfera tersa, pulita, inimmaginabile al Nord, mentre le piazze e le vie deserte hanno ancor più evidenziato le immense bellezze del nostro Paese.

In questi mesi abbiamo anche avuto l’impressione di vivere in un contesto sociale più coeso e disciplinato. Abbiamo assistito a straordinarie prove di sacrificio e coraggio di infermieri, medici ospedalieri, medici di base, e poi tanti volontari che con la loro commovente disponibilità hanno reso possibile a molti di stare in casa evitando la diffusione del contagio. Questo clima di solidarietà ha creato anche migliori rapporti tra cittadini e immigrati, molti dei quali hanno reso vari servizi agli anziani, ponendo l’attenzione sulla necessità dell’attivazione di più celeri processi di regolarizzazione di chi lo meriti e abbia i requisiti.

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