I pendolari e la sfida di un futuro più mobile

I pendolari e la sfida
di un futuro più mobile

Forse è presto per dire se siamo sul binario giusto, anzi sicuramente. Ma i dati dei primi mesi di Trenord fanno ben sperare per una progressiva inversione di tendenza e il ritorno a quei livelli di servizio che i pendolari lombardi chiedono da tempo. E che meritano per più di una ragione: in primis il rispetto per chi passa sui treni almeno due ore (salvo ritardi) della propria giornata, pagando un biglietto. Ma anche - e soprattutto - per l’infinita pazienza che hanno dimostrato in questi anni e che continua comunque anche di questi tempi.

Per intenderci, carrozze senza aria condizionata, viaggi stipati come sardine, ritardi e guasti ci sono ancora, e la stagione estiva non depone a favore di una normalizzazione. Anche solo per il fatto che l’età media del parco Trenord è sì di 17 anni, ma il dato è fortemente influenzato dal parco rotabile di Fnm che si aggira sui 10-12: il grosso è tutto made in Trenitalia, e va per i 35 anni d’età.


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