Il taglio tasse è solo uno slogan

Il taglio tasse
è solo uno slogan

Che cosa c’è di più facile che promettere il taglio delle tasse? Suona bene, alimenta la popolarità, conferma che ci sono dei cattivi che non lo vogliono. A questi si è aggiunta ieri la Corte dei Conti, con la banale osservazione che tagliare le entrate si può, ma non a debito. In politica contano i voti, in economia le regole. E se si fa quel che si vuole solo per avere altri voti, qualcuno pagherà il conto. Secondo la Corte, saranno i nipoti e pronipoti dei ragazzi che stanno facendo l’esame di Maturità in questi giorni. Era corretto farglielo sapere, magari nella busta della prova orale.

Ma poi, fuor di propaganda, di che tassati parliamo? La questione non angoscia il 45% degli italiani, quelli sotto 15 mila euro di entrate. Pagano il 4% dell’Irpef, e tra loro ci sono ben 13 milioni a zero, perché sotto 8.100 euro. Poi ce ne sono 2,4 milioni che scendono a zero per il bonus 80 euro (a cui ora il Mago Tria vorrebbe cambiar nome).

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