Il vaccino
è giustizia
Perché il Papa
non arretra

Non c’è più alcun alibi per i no-vax. Preoccuparsi della salute propria e di quella degli altri richiede un impegno preciso personale e comunitario, che si configura come un vero e proprio «atto d’amore», amore per se stessi, per i familiari, gli amici, per tutti i popoli. Ieri la Santa Sede lo ha ribadito ancora una volta con la pubblicazione contemporanea di ben due documenti per denunciare quell’«epidemia parallela» che colpisce i più fragili e i più poveri e con una nota nella quale ripete, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che i vaccini sono la soluzione e che l’accesso ai vaccini deve essere «rapido» per cui vanno intensificati gli sforzi della cooperazione internazionale.

Il vaccino è giustizia Perché il Papa non arretra

Ma è la precisazione successiva che inchioda responsabilità personali e politiche e smonta giustificazioni, scuse o pretesti della resistenza, spesso aggressiva e violenta, delle campagne no-vax: vaccinarsi non è una questione di «convenienza», ma è una questione di «giustizia». Quindi non solo bisogna vaccinarsi, ma bisogna preoccuparsi che tutti si vaccinino, perché la salute personale dipende dalla salute globale. Papa Francesco lo dice da mesi. Ma evidentemente non basta. E allora «repetita iuvant», come questo giornale da giorni sta facendo.

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