Italia, Paese a due velocità

Italia, Paese
a due velocità

La questione meridionale non è nata ieri, si trascina da decenni. Il Nord del Paese riesce a essere competitivo a livello europeo, quantomeno in alcuni settori industriali, mentre il Sud resta al palo. Il recente rapporto Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) mette in evidenza come i giovani al Sud emigrano e lo fanno in un numero doppio rispetto all’immigrazione. Di fatto, si importa manovalanza e si esportano cervelli, o quantomeno coloro che un’istruzione l’hanno avuta e sono approdati a lauree e diplomi.

Del resto non si può pensare di offrire posti di lavoro se non si fanno investimenti. Di tutto il rapporto Svimez, il vero messaggio che tracima da ogni capitolo è la necessità di avviare un piano di sviluppo. Una politica industriale che identifichi il ruolo del Paese nella competizione mondiale e lo articoli nelle varie parti del Paese. Dal 2000 in poi è in atto una divisione del lavoro internazionale che determina gerarchie in una sfida per la leadership mondiale. Cina e Stati Uniti si contendono la supremazia nella ricerca tecnologica, punto di snodo cruciale per i servizi che già rendono giganti come Google, Facebook, Amazon o la cinese Huawei, per dire solo alcuni nomi, tra i più noti dominatori incontrastati del mercato.


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