La compassione
Modo di sentire

Pubblichiamo l’omelia che il vescovo Francesco Beschi ha tenuto mercoledì 26 agosto al Pontificale per la festa di Sant’Alessandro. «Questo è il mio comandamen-to: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici». Il comandamento dell’amore fraterno, che abbiamo sentito risuonare nel Vangelo, è connotato da due caratteristiche: l’esemplarità dell’amore di Gesù e il dono della propria vita. È a queste caratteristiche che vogliamo ispirarci nella festa del nostro Patrono, S. Alessandro. Gesù offre ai suoi discepoli l’esempio del suo amore nell’infinita gamma delle sue espressioni: tra queste riconosciamo la compassione, virtù indicata quest’anno all’intera nostra comunità, come chiave di lettura e come scelta morale a partire dall’indimenticabile esperienza della violenza della pandemia e del dolore che ha provocato nella nostra terra.

La compassione Modo di sentire
La Messa per il patrono Sant’Alessandro in Duomo il 26 agosto 2020
(Foto di Colleoni)

«La pandemia ha messo in risalto quanto siamo tutti vulnerabili e interconnessi. Se non ci prendiamo cura l’uno dell’altro, a partire dagli ultimi, da coloro che sono maggiormente colpiti, incluso il creato, non possiamo guarire il mondo» (Papa Francesco). La compassione appartiene al mondo delle emozioni: è qualcosa che si prova, che ci afferra. Gesù prova compassione per la debolezza, lo smarrimento e la sofferenza del prossimo: si lascia afferrare dalla compassione. Non solo: nella parabola del buon samaritano indica la compassione come elemento discriminante tra le scelte del sacerdote e del levita e quelle del samaritano che soccorre il ferito. Tutti vedono l’uomo assalito dai briganti, ma solo quest’ultimo ne «ebbe compassione». In questo racconto di Gesù e nella compassione che Egli stesso manifesta nei confronti dell’umana fragilità e sofferenza, si rivela la viscerale compassione di Dio per il suo popolo e per l’intera umanità. Ed è proprio nel racconto di Gesù e nel suo agire, che possiamo ravvisare il passaggio dall’emozione alla decisione. Si tratta dei concreti gesti con cui il samaritano si prende cura dello sconosciuto ferito, fino al momento in cui, non potendo più provvedere personalmente, organizza l’aiuto da offrirgli. Sono i gesti che Gesù compie nei confronti della gente e di coloro che incontra nella loro pena.

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