La sanità di vicinanza I rimedi impopolari
In Italia i piccoli ospedali spesso sono a pochi chilometri da un grande ospedale

La sanità di vicinanza
I rimedi impopolari

L’entusiasmo dei primi anni dopo la legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale (Ssn) aveva delineato una struttura ospedaliera molto diffusa. L’idea - un po’ ingenua - dell’inizio era di mettere a disposizione di tutti qualunque servizio medico secondo il criterio della «vicinanza». L’ideale era cioè che i servizi fossero non solo disponibili, ma anche facilmente accessibili e quindi vicini dal punto di vista della localizzazione. Intanto, nel tempo, la tecnologia è divenuta sempre più complicata, richiedendo non solo nuove attrezzature scientifiche ma anche personale specializzato: non più solo medici, quindi, ma anche ingegneri, fisici, informatici. Finché è stato possibile si è operato con l’idea di poter equipaggiare tutti gli ospedali, anche quelli periferici, con molte attrezzature. In molti casi le attrezzature non le ha pagate il Ssn, ma alcuni benefattori, dimenticando però che le attrezzature non lavorano da sole ma hanno bisogno di personale specializzato.

Così siamo il Paese che, ad esempio, ha un gran numero di risonanze magnetiche nucleari spesso sottoutilizzate per mancanza di personale. Il fenomeno è determinato dall’avvento della regionalizzazione del Ssn, una necessità d’altra parte indilazionabile, perché le Regioni e i relativi problemi del nostro «lungo» Paese non sono tutte eguali e quindi richiedono un’organizzazione adatta al contesto. Tuttavia, è necessario un miglior coordinamento che consenta una relativa omogeneità dei servizi e delle prestazioni. In altri ambiti gli economisti insegnano che la disponibilità di una grande offerta determina una grande domanda, spesso non giustificata da ragioni di salute nel caso del Ssn. Queste ed altre ragioni determinano la necessità di riconsiderare la struttura generale del Ssn.

Un primo problema è la necessità di superare il concetto di Regione geografica. Vi sono troppe Regioni e molte sono troppo piccole perché vi possa essere spazio per tutto ciò che è necessario per la gestione della salute. Diminuire il numero delle Regioni accorpando le più piccole è utile per permettere al ministero della Salute di migliorare gli interventi e assicurare un adeguato coordinamento.

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