La scienza alimenta il coraggio di sperare

La scienza alimenta
il coraggio di sperare

Avere speranza è fuori moda. Ad essere ottimisti sul futuro si rischiano fischi e insulti. È comprensibile. Nel nostro Paese vi sono ancora disuguaglianza e povertà diffuse. Nel mondo un miliardo di persone non ha abbastanza acqua, cibo, salute e istruzione. Eppure, grazie alla scienza e ai meccanismi dell’innovazione, da oltre un secolo l’umanità ha abbandonato il mondo pre-industriale e iniziato la grande fuga dalla deprivazione e dalla miseria. Inoltre, pur con persistenti elementi di disuguaglianza sociale, ha trovato la strada per il progresso che prosegue tuttora.

Negli ultimi vent’anni sono state scoperte nuove cure per il cancro e l’Hiv, una nuova sensibilità collettiva ha permesso di ridurre l’impatto ambientale, le tecnologie digitali hanno dato accesso al sapere come mai in passato. Grazie alle nuove conoscenze scientifiche abbiamo aggiunto anni alla vita e siamo più in salute dei nostri genitori e dei nostri nonni, tanto che in Italia la speranza di vita è aumentata di dieci anni, dai 73 anni nel 1976 agli 83 anni oggi. Basta confrontare, anche nei ricordi personali, lo stile di vita assai differente dei nostri nonni, dei nostri genitori, di noi stessi e dei nostri figli.

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