Le due vie del governo Il tracciato è fissato
Giuseppe Conte (Foto by Ansa)

Le due vie del governo
Il tracciato è fissato

Riuscire a stare in piedi non significa che si riesca a camminare. Così è per Conte. Tutto dipende da quel che riuscirà a combinare nei prossimi tre/quattro giorni: il tempo concessogli – si dice – da Mattarella e, comunque, il tempo ragionevole a sua disposizione per non far incancrenire la situazione. L’esito dell’operazione, volta a consolidare la maggioranza raccogliticcia di oggi in un’organizzazione strutturata, è incerto, ma il tracciato è fissato. Preclusasi la strada di una riconciliazione con Renzi, se non vuole salire sulle montagne russe deve appunto allargare, e consolidare la maggioranza. Ma come?

Le vie aperte si riducono sostanzialmente a due: o replicare la «maggioranza Ursula», che ha insediato la nuova Commissione europea (comprensiva quindi anche di Forza Italia), o dar vita a una nuova formazione, che offra dignità di partito ai «volonterosi» e alle varie anime perse alla «Ciampolillo» in un (possibile) transito dal gruppo misto (Udc, Fi e, ancor meglio, da Iv). La prima via è assai ardua, è soprattutto difficile da percorrere in tempi brevi. La seconda equivale, lo si ammetta o meno, a precostituire «il partito di Conte». E qui sorgono le prime preoccupazioni per i soci forti della coalizione rosso-gialla, ossia per il Pd e il M5S.

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