Dal noi all’io, il grande errore a sinistra
MONDO. Continuare a stracciarsi le vesti per le vittorie dell’estrema destra è diventato un esercizio tanto rassicurante per le coscienze quanto politicamente sterile.

MONDO. Continuare a stracciarsi le vesti per le vittorie dell’estrema destra è diventato un esercizio tanto rassicurante per le coscienze quanto politicamente sterile.
ITALIA. Scambiando un dato della realtà per un giudizio di valore, la scivolata di Bonaccini non fa che tradire una debolezza strategica.
ITALIA. Un vicolo ceco da cui sarebbe per lui assai problematico uscire senza lasciare sul campo credibilità e coesione.
ITALIA. La prossima edizione della Leopolda, l’annuale kermesse politica di Matteo Renzi fissata quest’anno a Firenze dal 2 al 4 ottobre 2026, è intitolata a Itaca. Il richiamo alla patria di Ulisse ha tutta l’aria di essere molto più di una suggestione letteraria.
ITALIA. Elly Schlein continua a mostrare una pervicace e testarda vocazione unitaria. Dal punto di vista meramente aritmetico, la segretaria del Pd ha perfettamente ragione: per il centrosinistra presentarsi in ordine sparso alle urne equivale a stendere un tappeto rosso alla destra. I sondaggi parlano chiaro.
MONDO. I partiti sono ormai in formato campagna elettorale. E come da tradizione, tendono a ripiegare sui vecchi vizi della politica domestica: generose promesse fiscali, accese polemiche identitarie, spiccate preferenze di scuderia.
ITALIA. Ai blocchi di partenza di una campagna elettorale che si annuncia lunga e infuocata, lo scenario politico si presenta dominato da una grande incertezza.
ITALIA. L’unico a suonare una musica definita - per quanto discutibile - resta Conte, costringendo tutti gli altri a ballare al suo ritmo.
ITALIA. L’attenzione mediatica e l’ansia dei partiti sembrano polarizzate su un unico baricentro: il fenomeno Vannacci.
ITALIA. Giorgia Meloni si trova di fronte a un bivio cruciale, costretta ancora una volta a reinventare se stessa e la postura del suo governo.
ITALIA. Da quando lo spettro di un sostanziale pareggio elettorale dei due poli ha iniziato a materializzarsi nei sondaggi, è tutto un fiorire di manovre e auto candidature nella cosiddetta «area di centro», sia all’interno che all’esterno delle coalizioni.
ITALIA. Siamo di fronte a una nobile guerra delle idee o a una ben più prosaica conta dei numeri? È questo l’interrogativo che investe i palazzi della politica davanti all’esplosione del fenomeno «Futuro Nazionale».
ITALIA. I lavori nel cantiere del cosiddetto «campo largo» fervono da mesi, ma l’impressione è che, nonostante il viavai di operai e la quantità di materiali scaricati a terra, si faccia un’enorme fatica a dare una forma compiuta e stabile alla sua architettura.
ITALIA. L’atmosfera che si respira nei corridoi dei palazzi romani non è propriamente quella dell’auspicata ricomposizione unitaria dei due poli.
ITALIA. Si sente spesso ripetere, con un pizzico di benaltrismo e una dose di pragmatismo spicciolo, che «con le riforme elettorali non si mangia».
MONDO. Di Trump dice già tutto il suo stile. Perentorio, aggressivo (ne sa qualcosa Zelensky, maltrattato in veste da ospite alla Casa Bianca), vendicativo con chi non lo asseconda (ne ha fatto le spese Meloni, esaltata, fino al giorno prima, come l’unico vero leader europeo), sempre disposto a smentire il giorno dopo propositi enunciati il giorno prima. Insomma, un politico inaffidabile.
ITALIA. La luna di miele di Giorgia Meloni con gli elettori era durata fin troppo. È proseguita ben oltre i classici primi due mesi facendole addirittura arrotondare per eccesso, a dare ascolto alle intenzioni di voto, la quota di consensi riscossi nelle urne.
ITALIA. A oltre ottant’anni dalla caduta del fascismo, la realtà smentisce l’auspicio. Il 25 Aprile resta un campo di battaglia, una fonte di aspri contrasti che sembrano col passare del tempo esacerbarsi, anziché sfumare nel solenne ricordo storico.
ITALIA. Si dice che l’Italia dia il meglio di sé quando si trova con le spalle al muro. Siamo il Paese d’Europa più franoso, più soggetto a terremoti. Eppure nessun governo ha attuato (progettato magari sì) un piano organico di salvaguardia della nostra bella Italia.
ITALIA. È sicura Meloni di farcela a tagliare il traguardo del fine legislatura senza ridursi a un’anatra zoppa? Non le converrebbe, piuttosto, chiudere subito il mandato per limitare i danni?
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