Le nomine in Europa per girare pagina

Le nomine in Europa
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Una candidatura di Olivier Blanchard alla Banca centrale europea sarebbe da auspicare. L’ex capo economista del Fondo monetario internazionale, attualmente al Peterson Institute, ha riconosciuto che la politica di austerità adottata in questi anni in Europa ha creato danni. L’idea che le difficoltà dell’economia europea si possano risolvere con la punizione, come nel caso della Grecia, è figlia della paura. Il timore che i Paesi più sviluppati debbano farsi carico dei debiti dei più deboli ha guidato la linea di condotta della Germania.

L’idea di poter gestire l’insieme di 28 Paesi semplicemente con delle tabelle numerarie può venire solo a chi non ha capacità di leadership. Questi anni del cancellierato Merkel sono segnati dall’equazione: ciò che fa bene alla Germania fa bene all’Europa. Si è avuta l’illusione che il teorema potesse funzionare finché alla stanga erano Paesi piccoli come il Portogallo e l’Irlanda o medio-grandi come la Spagna ma di peso politico non rilevante. Quando è toccato all’Italia si è scoperto che non vi è politica economica senza politica sociale.

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