L’ombra di Putin Il sollievo del M5S
Matteo Salvini e Vladimir Putin in una foto d’archivio

L’ombra di Putin
Il sollievo del M5S

Le rivelazioni di «Buzzfeed» sui presunti finanziamenti russi alla Lega attraverso la vendita di petrolio piombano come un meteorite sul partito di Matteo Salvini proprio nel momento in cui i sondaggi lo accreditano di almeno il 40 per cento dei voti – se oggi si andasse alle urne – che, unito all’8% di Giorgia Meloni, porterebbe i «sovranisti» a governare l’Italia da soli mettendo tutti gli altri all’opposizione. Salvini viene colpito da una rivelazione mediatica che certo non emerge innocentemente, come mai accade in queste vicende internazionali, e che già si è trasformata in una iniziativa giudiziaria da parte della Procura di Milano (che vuol vedere «se ci siano stati reati» in una compravendita di petrolio che non sarebbe avvenuta secondo l’interessato italiano, cioè l’Eni).

Parallelamente alla Procura milanese si muove il Pd che chiede l’istituzione di una commissione di inchiesta sui presunti fondi russi alla Lega. E qui viene il momento dei 5Stelle, indispensabili per chiudere il cerchio: per istituire una commissione di inchiesta infatti serve una maggioranza parlamentare che si potrebbe formare solo se i grillini si unissero ai democratici. Lo faranno? Forse sì o forse no. Non è chiaro. Sarebbero disponibili qualora la commissione si occupasse dei finanziamenti di tutti i partiti, Pd compreso, e con l’esclusione del solo M5S che dichiara di non aver mai preso soldi da alcuno. Bisognerà aspettare qualche ora per capire se questa melina pentastellata si risolverà in una decisione. Magari in un segnale di dialogo a Zingaretti, chissà. Per il momento Di Maio ha ordinato di non tirare la corda con Salvini, e che l’unica reazione ai problemi dei leghisti sia la sottolineatura della distanza «morale» tra i grillini e tutti gli altri. Oltre la richiesta di trasparenza, al momento non si va.


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