Messe senza fedeli Manca l’equilibrio
Telecamere di Bergamo Tv durante la celebrazione del Giovedì Santo di quaresima nella chiesa dell'ospedale Papa Giovanni XXIII (Foto by Yuri Colleoni)

Messe senza fedeli
Manca l’equilibrio

Quel «no» è un pasticcio, da molti punti di vista. Ed è anche un rischio, cioè che si apra a 400 anni da Galileo, costretto all’abiura sul metodo scientifico e riabilitato da Giovanni Paolo II nel 1992, un nuovo scontro tra fede e scienza. Sul divieto di tornare a Messa va in scena lo scontro scienziati-Chiesa. Ma si doveva proprio arrivare a tanto? Perché non si è riusciti a concordare pazientemente con indispensabile cautela e gradualità un ritorno pur lento alla normalità delle attività pastorali della Chiesa italiana e degli altri culti? Assistiamo al contrappunto di rigidità: da una parte il Comitato tecnico scientifico e il governo che non vuole sentire ragioni, dall’altra la Conferenza episcopale italiana che denuncia la violazione della Costituzione (art.7) sulla libertà di culto e alza la voce del proprio totale dissenso.

Si potevano evitare tali esagerazioni? Sulla mancanza di flessibilità si è consumato ogni tentativo di mediazione e adesso c’è il pericolo reale che ognuno faccia da sé, con presidenti di Regione o sindaci che autorizzano celebrazioni guardando più al consenso che al sensus fidei dei propri concittadini.

Nel Comitato tecnico scientifico si sarebbe potuto inserire un costituzionalista, perché la questione del culto, che vale per tutte le religioni, non è irrilevante in una società complessa soprattutto in tempi di prova. Avrebbe permesso un’interlocuzione più seria nell’approccio della «fase2» e con maggior responsabilità. Un esempio c’è ed è quello della Lettonia, dove tutti i rappresentanti delle religioni hanno avviato fin dall’inizio una dialogo con il governo che voleva chiudere ogni luogo di culto e insieme hanno concordato che non si può sottovalutare il fatto religioso in tempi perigliosi e quindi hanno lasciato aperto con regole di sicurezza, due metri di distanza e massimo 25 persone.

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