Miliardi a pioggia Il difficile è ora
La sede della Bce a Francoforte in Germania (Foto by Ansa)

Miliardi a pioggia
Il difficile è ora

Dall’austerità di appena poco fa alla bulimia miliardaria, il passo è stato brusco e il rischio capogiro è forte. Ma per l’Italia è una grande occasione da non sprecare. Occorrerebbe una classe dirigente più affidabile, ma facciamone una ragione, e cerchiamo almeno di tenerla sotto tiro, perché la svolta può essere decisiva. L’ultima cannonata (ormai si usa solo un linguaggio bellico) l’ha sparata la Bce, aggiungendo 600 miliardi (un centinaio per noi) ai 750 già previsti per comprare anche i nostri titoli, impegnandosi fino almeno a metà 2021 e offrendo tassi che nell’Italietta della lira ci saremmo sognati.

Oggi, l’interesse marginale dei prestiti Bce è 0,25% e la Banca si fa pagare lo 0,5% per depositare soldi a Francoforte! I nostri piccoli Btp sono andati a ruba nei giorni scorsi perché rendevano l’1,70. Procurandoci nello stesso modo i soldi per la Sanità, anziché tramite Mes, il conto interessi sarebbe non zero ma 5,3 miliardi, l’equivalente, dice Cottarelli, del risparmio del taglio dei parlamentari per 25 anni!

Nell’immediato, con debiti e quindi sforzi tutti nostri, abbiamo stanziato 80 miliardi (Germania: 130, Francia: 200), ma ce ne sono altri 96 europei attivabili a brevissimo termine. I 20 del Sure ci consentiranno di prorogare la cassa integrazione che scade ad agosto e poi sono già pronti quelli del Mes, senza condizioni. Se li restituiamo prima, addirittura ci guadagnamo. Vanno presi, con buona pace dell’ennesima inevitabile figuraccia 5Stelle. Quello che manca è il piano sanitario per usarli, cui nessuno pensa, nonostante il colossale insegnamento della crisi pandemica. Non sarebbe una buona idea, ma una furbata, cancellare l’Irap, che pure va ulteriormente smantellata, con la scusa che finanzia la sanità. Le tasse si rimettono in ordine facendo finalmente una riforma complessiva, non usando soldi una tantum. Sono piuttosto le risorse che si risparmiano altrove, oltre a sacrosanti tagli, quelle che consentono lo spazio per combattere ad esempio la famigerata aliquota del 38% che tormenta il ceto medio! Se arriva liquidità di emergenza, ci decidiamo a pensarci, in questo contesto favorevole?

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